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| Home » Arte » Artisti » Scrittori e Poeti» William Blake | Dimensioni: A A A |
di nerofluo - ultima
revisione 27 ottobre 2007
Poeta, incisore e pittore inglese, William Blake ha saputo trasferire le sue straordinarie visioni nel mondo reale, attraverso
pregevoli opere, sature d'immaginazione. La sua arte rimase pressoché ignorata fino a quando i
preraffaelliti lo scoprirono, ammirandolo
ed imitandone lo stile.
Nasce il 28 novembre 1757 nel quartiere di Soho, a Londra, da una famiglia benestante. Suo padre James è un commerciante di maglieria,
mentre la madre Catherine si occupa personalmente della sua educazione.
Incoraggiato dal padre, che si è reso conto dell'interesse di William verso l'arte, inizia a frequentare la scuola di disegno di
Henry Pars, nello Strand e a comporre poesie.
Terminati gli studi, inizia a lavorare come apprendista incisore nello studio di William Ryland.
Il rapporto conflittuale con il
maestro, porta Blake ad abbandonare lo studio Ryland e ad entrare, nel 1771, nello studio di James Basire.
In questo periodo, esegue disegni dei monumenti dell'abbazia di Westminister, la cui religiosità architettonica gotica esercita su di
lui una profonda impressione. La lettura di Ossian, Shakespeare,
Milton e di molti scritti di occultismo contribuirono alla formazione
della sua personalità artistica.
Terminato il suo apprendistato, nel 1778, Blake entra nella Royal Academy of Arts, prestigiosissima scuola d'arte,
che gli riserverà amare sorprese, soprattutto a causa dell'ostilità nei confronti del preside, Sir Joshua Reynolds.
Dal 1779 comincia a lavorare come incisore.
Nel 1780, un suo acquarello viene esposto nelle sale dell'Accademia, e nello stesso anno,
comincia a ricevere le prime commissioni come incisore.
L'amore di Blake per la pittura ad olio, poco s'adatta ai contorni netti e lineari adottati nelle sue opere, che spesso vengono
realizzate con l'ausilio delle tempere, su "imitazione" dei primi maestri rinascimentali.
Il 18 agosto 1782 Blake sposa la figlia ventenne di un fioraio ambulante, Catherine Boucher,
la quale lo aiuterà nelle varie fasi del suo lavoro come editore.
Nel 1783, Blake pubblica il suo primo libro illustrato Schizzi Poetici, realizzato con tecniche tradizionali; l'anno successivo,
il padre muore e Blake diventa editore e commerciante di stampe: un'impresa destinata a fallire.
In questi anni, William e Catherine ospitano in casa il fratello minore di William, Robert, il quale morirà poco tempo dopo in seguito
alla tisi. La morte di Robert condizionerà molto l'attività e la psiche di Blake, tanto da trasformarsi in una vera e propria ossessione;
William si convince che il fratello gli appaia in sogno per aiutarlo a risolvere i problemi relativi a una nuova tecnica di stampa.
L'obiettivo di Blake è quello di unire i testi poetici e le illustrazioni in un'unica lastra, elaborando un nuovo metodo di stampa che
renda possibile l'operazione. Egli chiama questa nuova tecnica "stampa miniata" e nel 1789 termina il primo lavoro eseguito con questa
tecnica intitolato Canti dell'innocenza, uno dei tesori della letteratura inglese e la prima di una serie di opere in cui egli
stesso incise all'acquaforte parole e illustrazioni.
Nello stesso anno, pubblica Il libro di Thel, s'interessa e appoggia con entusiasmo la Rivoluzione francese ed entra in contatto
con gli ambienti repubblicani di Londra: è in stretti rapporti con William Godwin e con Tom Paine, il più grande teorico
della rivoluzione americana.
Nel 1794, pubblica i Canti dell'esperienza.
Secondo l'artista, le due parti illustravano gli stati opposti dell'animo umano, in particolare, i Canti dell'innocenza raccoglievano
meditazioni sull'infanzia, mentre i Canti dell'Esperienza riguardavano l'innocenza ormai perduta con l'ingresso nell'età adulta.
Prima della pubblicazione della seconda parte, Blake, nel 1793, pubblica la sua maggiore opera in prosa, Il matrimonio del Cielo e
dell'Inferno, complessa opera filosofica in cui viene espressa la rivolta nei confronti dei valori consolidati della sua epoca.
In queste opere, visionarie e poetiche, Blake da il meglio di sé stesso, prima di cadere in uno strano e offuscato misticismo, che lo
porta ad adottare un linguaggio poetico assai melodioso, ma incomprensibile per la tortuosità del pensiero e per l'oscurità dei valori
simbolici. Di questo periodo sono i Libri dei profeti e La Visione delle Figlie di Albione .
Attraverso la sua poesia comprendiamo la sua concezione di vita: per Blake, l'immaginazione possiede un potere straordinario e
soprannaturale, capace di rivelare all'uomo il mondo extrasensibile, al contrario della ragione che non è un valido strumento di
conoscenza. La natura è vista in termini panteistici e trova la sua ragione d'esistere nella contrapposizione tra gli opposti:
bene-male, spirito-corpo che contribuiscono a trasformarla con dinamico impulso.
Note di armonia pura e limpida, al di là dei contrasti interni che adombrarono il tardo pensiero del poeta, sono raggiunte nei versi
dei predetti Canti dell'Innocenza e dell'Esperienza.
Per quanto riguarda la pittura, Blake realizza una serie di monotipi, le
cosiddette "grandi stampe a colori".
Nel 1795, esegue più di cinquecento decorazioni all'acquerello per Le notti di Young e grazie all'amico Flaxman, conosce
Thomas Butts, un funzionario pubblico che a partire dal 1799, sarà suo mecenate per i vent'anni avvenire.
Nel 1803, a causa di una lite con un soldato ubriaco, Blake viene denunciato, accusato di essere responsabile della lite e di aver
pronunciato frasi contro il re e l'esercito; il processo si tiene l'11 gennaio 1804 e si conclude con l'assoluzione di William, grazie
all'intervento di un amico.
Nello stesso anno inizia i lavori per Gerusalemme, un libro miniato che sarà terminato nel 1820.
Nel 1809 da vita a una mostra nella sua casa natale che, purtroppo, si rivela un disastro. Gli anni che seguono sono tra i più tormentati nella sua vita: ritenendosi ormai un fallito e avversato dalle difficoltà economiche, riesce ad andare avanti soltanto grazie all'appoggio di Butts.
Nel 1818 incontra John Linnel, ritrattista e paesaggista di discreto successo, che diventa suo secondo mecenate; grazie a Linnel
l'ultimo periodo di vita di Blake diventa assai sereno e produttivo, senza alcuna preoccupazione economica.
A partire dal 1821 inizia a lavorare alle tavole per Il libro di Giobbe e per la Divina Commedia, che comprende tra i più grandi capolavori di Blake e che resterà incompiuto a causa della morte dell'artista, sopraggiunta il 12 agosto 1827.
Blake fu un grandissimo rinnovatore del tradizionale concetto di illustrazione, grazie alla cosiddetta "stampa miniata" che metteva in stretto rapporto l'immagine e il testo in un elegante compenetrazione. Nei disegni, Blake sottomette l'esigenza di un fedele naturalismo grafico a quella più pressante dell'espressione (preludendo un moderno espressionismo) e deforma le immagini perché possano meglio esprimere le idee di cui sono simboli. È stato il più originale degli artisti inglesi che hanno subito l'ascendente del Füssli. Alcune sue stampe sono conservano nel British Museum, nella Tate Gallery di Londra e nel Museo di Boston.
Nato a: Soho (Londra), il 28 novembre 1757
Influenze: Ossian, Shakespeare, Milton
Corrente artistica: romanticismo
Morto il: 12 agosto 1827
Poetical Sketches (Schizzi Poetici, 1783)
Songs of Innocence (Canti dell'innocenza, 1789)
The Book of Thel (Il Libro di Thel,1789)
The Marriage of Heaven and Hell, (Il Matrimonio del Cielo e dell'Inferno,1793)
Songs of Experience (Canti dell'esperienza, 1794)
Jerusalem (Gerusalemme, 1820)
«Coloro che reprimono il desiderio, lo fanno perché il loro desiderio è abbastanza debole da poter essere represso»
«Essendo infinito il Desiderio dell'Uomo, il possesso è l'Infinito, e lui stesso è l'Infinito»
«La crocefissione di Cristo potrebbe essere una scusa per l'esecuzione dei criminali»
«Se le porte della percezione fossero sgombrate, ogni cosa apparirebbe com'è, infinita»
«Sii sempre pronto a dire quello che pensi, e il vile ti eviterà»
«Una verità detta con cattiva intenzione batte tutte le bugie che si possono inventare»
«La via dell'eccesso conduce al palazzo della saggezza»
Ossian, William Shakespeare, John Milton
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