Home » Arte » Artisti » Arnold Böcklin Dimensioni: A A A

Arnold Böcklin

di nerofluo - ultima revisione 27 ottobre 2007

Insieme a Caspar David Friedrich, una delle figure più rappresentative del panorama artistico del tardo-romanticismo tedesco è Arnold Böcklin.
Egli nasce a Basilea, il 16 ottobre 1827; suo padre, Christian, inizialmente lo contrasta per quel che riguarda l'istruzione in campo artistico. Fortunatamente, con l’andare del tempo, l'opposizione del padre inizia ad affievolirsi  e Arnold può iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, a quel tempo guidata da Johann Wilhelm Schirmer.

Arnold BöcklinNel 1846, Böcklin raggiunta Parigi, ha l'opportunità di conoscere le opere di artisti come Jean-Baptiste Camille Corot, e Eugène Delacroix; tuttavia, due anni dopo, i moti rivoluzionari lo costringono a ritornare in Svizzera.
Incoraggiato dallo storico Jacob Burckhardt, che riesce a procurargli anche alcune committenze, intraprende un viaggio in Italia. Il suo soggiorno a Roma si protrarrà sino al 1857.

 
Nel 1850, riceve la notizia della morte della sua fidanzata, Louise Schmidt; tre anni dopo, sposa una diciassettenne romana, Angela Pascucci.
In Italia, si avvicina al mondo antico e alla mitologia classica, due importanti fonti d'ispirazione per la sua arte.

Ninfe, centauri, personaggi mitologici... le sue composizioni sono colme di suggestioni simboliche e allegoriche. Egli ricerca i soggetti dei suoi dipinti nelle vicende storiche, nelle opere letterarie, nella religione, ma anche nella mitologia, nelle fiabe e nelle leggende.


Dopo la nascita dei primi due figli, intorno al 1857, Böcklin ottiene, grazie all'intercessione di Anselm Feuerbach, l'incarico di decorare la sala da pranzo di casa Wedekind ad Hannover, realizzando motivi basati sul rapporto tra uomo e fuoco.
Nel 1859, si stabilisce a Monaco e grazie al successo del suo dipinto Pan nel Giuncheto, viene nominato professore della Scuola d’Arte di Weimar. Pochi anni dopo, nel 1862, abbandona l’insegnamento e raggiunge ancora una volta Roma.

 
Gli affreschi raffaelleschi presenti nei palazzi del Vaticano e quelli scoperti durante gli scavi pompeiani esercitano un fascino particolare per l’artista, stimolando lo sviluppo tecnico e tematico della sua arte; la nuova sensibilità sarà visibile nelle due Ville sul mare del 1864 e del 1865.


Tra il 1866 e il 1870, realizza diversi affreschi: il museo e la volta del Padiglione di Belle Arti di Basilea (settembre 1866), la dimora estiva di Aldemar Sarasin a Stoccarda (1867), lo scalone del Museum für Natur und Volkerkunde a Basilea (con soggetti mitologici, 1868 - 1870).


Dopo aver messo fine ai suoi rapporti con Burckhardt, a partire dal 1871, s’immerge totalmente nella pittura e nel 1874 si stabilisce a Firenze, dove incontra Hans Von Marées.
Nella città toscana nasce sua figlia Beatrice che, purtroppo, morirà l'anno successivo, nel marzo 1877, e verrà seppellita nel cimitero "degli inglesi".


Nel 1879, dipinge la prima delle cinque versioni dell'Isola della Morte (la sua opera più conosciuta), i Campi Elisi e il Bosco Sacro.

L'aria che si respira osservando attentamente i quadri dell'Isola trasuda, a volte, una sensazione quasi demoniaca, un'atmosfera onirica oscura. La morte è uno delle tematiche a lui più cara.


Nel 1885, raggiunge Zurigo, dove conosce il poeta Gottfried Keller e inizia a dedicarsi a disegni di carattere umoristico. Nello stesso anno viene colpito dal primo attacco apoplettico.
Dopo il secondo attacco, sopraggiunto nel 1892, trascorre la convalescenza a Viareggio e San Terenzio.

 
Nel 1893, torna a Firenze e realizza un suo autoritratto per la Galleria degli Uffizi.

 
Nel 1895, acquista Villa Bellagio a San Domenico di Fiesole; qui dipinge opere come la Peste (1898), il Trittico (1899) e Melancholia (1900), e rimane sino alla morte, sopraggiunta il 16 gennaio 1901.
Viene sepolto a Firenze, nel cimitero evangelico "degli allori".

Böcklin ebbe un grande consenso di pubblico e influenzerà alcuni pittori contemporanei; tuttavia, la sua arte, oggi, appare troppo ampollosa e retorica e in essa traspare non tanto un vero e proprio sentire, quanto il tentativo di adeguarsi agli schemi romantici del suo tempo.

Dati generali

Nato a: Basilea, il 16 ottobre 1827
Influenze: Baptiste Camille Corot, Eugène Delacroix, Raffaello, affreschi pompeiani
Corrente artistica: pittura simbolista
Morto a: San Domenico di Fiesole, il 16 gennaio 1901

Collegamenti

Galleria

Vedi anche

Caspar David Friedrich, Jean-Baptiste Camille Corot, Eugène Delacroix, Mitologia classica, Pittura simbolista



HomePage Back Stampa