Louvre
di nerofluo - ultima
revisione 27 ottobre 2007
Residenza dei sovrani di Francia sin al 1682, è uno dei più grandi palazzi del mondo. La sua storia viene fatta partire dal
1190, anno di nascita di una roccaforte a protezione di Parigi, per volere di Filippo Augusto. Successivamente,
l'edificio già adibito ad archivio e a tesoreria reale, viene ampliato da Carlo V, con l'aggiunta di una
biblioteca; il sovrano comincia ad usare il palazzo anche come residenza occasionale. Nel 1415 gli inglesi s'impossessano
dell'edificio determinandone un triste e inevitabile declino.
Sotto Francesco I gran parte della vecchia roccaforte viene demolita e sostituita da un nuovo palazzo progettato da
Pierre Lescot. Questa nuova struttura, di fatto, rappresenta ancora il cuore dell'attuale
complesso, nonostante i monarchi
successivi abbiano fatto diverse aggiunte e cambiamenti. La più importante variazione al progetto iniziale si ha sotto il regno
di Luigi XVI, quando l'architetto Le Vau chiude l'area intorno alla
Cour Carrée (1653) e
progetta il Colonnade, insieme a Perrault e d'Orbay. Oltre alla ricostruzione del palazzo, a
Francesco I si deve l'acquisto della Monna Lisa da Leonardo (una delle poche opere italiane "legalmente" presente al Louvre).
Nel 1673 il palazzo comincia ad essere utilizzato per le esposizioni dell'Accademia, un'attività che diventa abituale a
partire dal 1725, quando una sala del Louvre, chiamata Salon d'Apollon, viene riservata alla prestigiosa esposizione
parigina, che prenderà appunto il nome di Salon.
Cinque anni dopo, Luigi XVI decide di abbandonare il Louvre per stabilirsi a Versailles. I lavori di costruzione del
Louvre vengono sospesi, alcune sezioni vengono lasciate addirittura senza tetto, mentre gli appartamenti vengono occupati da
amministratori, cortigiani ed artisti.
Nel decennio che va tra dal 1780 al 1790 iniziano i progetti destinati a trasformare la
Grande Galerie in un museo
pubblico, destinato all'esposizione della collezione reale. A causa della rivoluzione francese, il progetto viene
rinviato al 1793, quando la galleria viene ribattezzata Musée Central des Arts. A capo della commissione che lo
amministrava fu designato il pittore francese Jacques-Louis David.
Nel 1803, il Louvre cambia nome in Musée Napoléon; il numero delle opere d'arte continua a crescere, alimentato
dalle continue confische che l'esercito napoleonico attua a carico dei paesi occupati, durante le sue campagne militari.
Dopo la caduta del regno napoleonico molte opere d'arte vengono restituite ai legittimi proprietari.
Da allora hanno arricchito il museo donazioni, acquisizioni e reperti frutto di spedizioni archeologiche.
Tra i pezzi più noti
si ricordano le famose sculture ellenistiche Nike di Samotracia e la Venere di Milo, diverse opere di Leonardo da Vinci,
già in possesso di Francesco I, collezionista e mecenate, alcuni dipinti di artisti italiani, come
Raffaello e Tiziano,
e opere di Pieter Paul Rubens e Rembrandt. Successivamente, la raccolta viene ampliata con acquisizioni volute dal cardinale
Richelieu e dal cardinale Mazarino, come mezzo per non disperdere opere già appartenute a
Carlo I d'Inghilterra.
Durante le due guerre mondiali, le opere d'arte furono trasferite dal Louvre in
nascondigli segreti fuori Parigi, al fine di preservarle dai problemi della guerra.
Fonte di alcuni problemi fu l'atteggiamento conservatore del museo di fronte all'arte moderna, il cui esempio più
evidente fu il "lascito di Gustave Caillebotte" del 1894. Questa donazione comprendeva una serie di pitture
impressioniste che vennero accettate soltanto nel 1929.
Intorno al 1980, Parigi è attraversata da un periodo molto favorevole all'innovazione architettonica.
Uno dei progetti
più controversi e famosi fu senza dubbio la costruzione di un enorme piramide di vetro, progettata dall'architetto
Ioeh Ming Pei, composta da 666 vetri.
La piramide sorge nel cortile la Cour Napoléon, all'interno del Louvre; terminata nel 1993, rappresenta il
prolungamento in superficie di un vasto insieme di spazi sotterranei che comprendono molti servizi per il pubblico.
Attualmente il museo è costituito da due grandi corpi allungati e paralleli dell'Ala Richelieu e dell'Ala Denon,
chiusi ad est sull'Ala Sully (delimitante il cortile Cour Carrée) e protesi ad ovest, in direzione delle
Tuileries.
Oggi il Louvre, custodisce un patrimonio sterminato di opere d'arte, che riguardano il mondo antico e
l'arte occidentale dal Medioevo all'inizio dell'800, punto da cui proseguono le collezioni del
Musée
d'Orsay.
Le opere presenti al Louvre provengono dalle scuole europee, in particolare: pittori francesi ed italiani rinascimentali,
maestri fiamminghi ed olandesi, maestri spagnoli e maestri tedeschi del primo '800.
Nel 1826 viene costituito il Dipartimento delle Antichità egizie, il quale si occupa dello studio e
dell'esposizione degli oggetti portati in Francia da Napoleone nel corso della sua campagna in Egitto. Oltre a questo,
abbiamo un Dipartimento di antichità orientali, famoso per le sue raccolte d'arte mesopotamica ed islamica, un
Dipartimento di antichità greche, romane ed etrusche, un
Dipartimento degli Objets d'Art che comprende gioielli della corona francese e un Dipartimento per i disegni e le stampe.
Per quanto riguarda l'arte più recente, il Louvre comprende unicamente il
Neoclassicismo e il Romanticismo francese,
con le tele di Jean Auguste Dominique Ingres, Théodore Géricault e Eugène Delacroix; l'arte europea
di inizio secolo, tra cui le opere tarde di Francisco Goya e le tele di William Turner e John Constable e
gli esordi degli indirizzi pittorici naturalisti, scaturiti dal romanticismo e frutto della reazione anti-accademica, tra cui
le numerose tele di Camille Corot, Jean-François Millet e dei Barbizon.
Informazioni sul museo
Tipologia
museo di antichità e arte occidentale sino all'800
Titolare
stato francese
Indirizzo
34-36, quai du Louvre, 75001 Paris
Telefono
0140205050
Apertura
Lun e Mer 9.00-21.45; Gio-Dom 9.00-18.00
Servizi
pubblicazioni, visite guidate, attività didattico-pedagogica, conferenze, proiezioni, nursery, book-store, museum-shop, boutique, ristorante, bar
Sito Internet
www.louvre.fr
Vedi anche
Napoleone Bonaparte, Eugène Delacroix, Francisco Goya, William Turner, Leonardo Da Vinci