Claude Monet
di nerofluo - ultima
revisione 27 ottobre 2007
Claude Monet è il massimo esponente del movimento pittorico impressionista; la sua arte, infatti, sarà impressionista
dall'inizio alla fine, nonostante egli sopravviva ben oltre la fine del movimento vero e proprio.
Monet nasce a Parigi nel 1840 da una famiglia agiata; a cinque anni si trasferisce a Le Havre. Vi trascorre parte
dell'adolescenza e a 15 anni scopre l'interesse per la pittura: comincia a dipingere alcune caricature, che venderà poi
nei dintorni, guadagnandosi un certo prestigio personale a livello cittadino.
Ben presto, nel 1856, dopo aver conosciuto Eugène Boudin, dal quale apprende la tecnica
en plain air, Monet
abbandona le caricature e si dedica ai paesaggi, avvicinandosi così a quel modo di dipingere che, più tardi, sarà considerato
l'aspetto principale del movimento impressionista.
Giunto a Parigi si iscrive all'Academìe Suisse e comincia a dipingere nella foresta di Fontainbleu insieme
a Camille Pissarro, Jean Frederic Bazille, Alfred Sisley e
Pierre-August Renoir.
Inoltre, Bazille gli procura un atelier dove poter elaborare alcune tele: due di esse vengono accettate all'esposizione del
Salon des Réfusés e commentate positivamente dalla critica.
L'artista si accosta anche all'arte di Jean Baptiste Camille Corot,
Gustave Coubert e Edouard Manet; comincia ad inserire figure umane nelle
sue opere e in breve tempo diventa il massimo esponente di coloro che ammiravano i paesaggi della
Scuola di Barbizon e
la chiarezza della pittura realista.
Si distingue per la sua indifferenza al soggetto e per la sua attenzione ai colori luminosi e vivaci, per la sensibilità nei
confronti della luce solare, effetti ben delineati nel quadro Donne in Giardino, una tela dove sono chiaramente presenti
richiami a Manet, molto più espliciti nel Ritratto di Jacquemart e nella Colazione sull'Erba.
Nel 1871 l'invasione prussiana
spinge Monet a Londra; qui con Pissarro, studia i paesisti e gli acquerellisti inglesi e conosce il mercante
Durand Ruel, il quale comincia ad acquistare non solo i suoi quadri ma anche quelli degli altri impressionisti, riservando loro un
riconoscimento a lungo negato. Sempre nella città inglese visita una mostra di quadri del pittore William Turner e
resta molto influenzato dall'atmosfera brumosa presente nei suoi quadri. E' a questo punto che Monet smette di dipingere la
natura realmente e comincia a trasmettere sensazioni visive.
Giunto ad Argenteuil nel 1872, Monet intraprende una serie di studi sulla Senna; i suoi dipinti sono caratterizzati da
leggere e vibranti pennellate a virgola, che conferiscono intensità agli effetti della luce sull'acqua e sul fogliame.
Incomprensione e povertà non impedirono tuttavia a Monet di sviluppare una pittura sempre più luminosa, lontana ormai dal
realismo di Courbet e volta esclusivamente all'evocazione lirica del paesaggio.
Grazie alla tecnica en plain air, Monet riesce ad accorgersi dei cambiamenti cromatici degli oggetti; il suo stile viene
affinato sempre di più, limitando maggiormente l'attenzione alla forma. Un suo quadro, Impression. Soleil Levant da
il nome al movimento stesso. La parola "impressione", già usata da Gauthier per Daubigny, parve a Monet la più adatta
a designare il suo quadro, esposto nel 1874 presso Nadar, insieme con gli amici che da allora furono chiamati
«impressionisti».
Le varie esposizioni e le mostre, piano piano, imposero al pubblico la nuova visione pittorica e nel 1886
Durand Ruel
permette agli impressionisti di guadagnarsi a New York il primo successo internazionale.
Critica e pubblico accettano la pittura di Monet, che nel 1889 può aprire una sua mostra retrospettiva e seguire l'esempio di
Manet aiutando gli amici più giovani o meno fortunati. Ed è proprio in questo periodo che lo stile di Monet raggiunge una
maturazione che si conserva inalterata sino ai suoi ultimi lavori. I suoi soggetti vengono sempre ripetuti infinite volte per
esplorare tutte le variazioni di colore e di luce. Tra le sue serie più famose ricordiamo quella dedicata alla facciata
della Cattedrale di Rouen, replicata in ore e condizioni di luminosità diverse. Si hanno così quadri uno diverso
dall'altro, il cui soggetto di base, evanescente e vaporizzato, è sempre lo stesso ma i cui colori ed effetti cromatici
cambiano a seconda del cambiamento delle condizioni reali.
Dal 1909 comincia a dipingere la sua più famosa opera: Le Ninfee, nelle quali è sintetizzata tutta la sua arte,
fedelmente impressionista, nonostante il movimento stesso abbia ormai esaurito la sua carica innovativa per far posto a
nuove avanguardie artistiche.
L'impressionismo di Monet non mira all'obiettività, ma alle impressioni ed alle percezioni individuali, allontana l'arte
dall'estetica del realismo; sia il pittore che l'oggetto rappresentato sono sottomessi allo scorrere del tempo: un legame
al transitorio che porta lentamente proprio alla perdita dei contorni netti, e quindi alla dissoluzione della forma, fino
ad avere dipinti che ad una superficiale visione non sono nient'altro che semplici macchie di colori.
Dati generali
| Nato il |
14 novembre 1840 a Parigi |
| Morto il |
06 dicembre 1926 a Parigi |
| Nazionalità |
Francia |
| Influenze |
Eugène Boudin, Corot, Coubert, Manet, William Turner |
| Corrente Artistica |
impressionismo |
| Professione |
pittore |
Aforismi
«Ho voluto la perfezione e ho rovinato quello che andava bene»
«Io dipingo come un uccello canta»
«Sono costretto a continue trasformazioni, perché tutto cresce e rinverdisce.
Insomma, a forza di trasformazioni, io seguo la natura senza poterla afferrare, e poi questo fiume che
scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani
sarà un torrente»
Collegamenti
Galleria
Vedi anche
Impressionismo, Eugène Boudin, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, William Turner, Edouard Manet