Surrealismo
di nerofluo - ultima
revisione 27 ottobre 2007
Nei paesi dell'Europa centro-settentrionale le correnti pre-espressionistiche ed espressionistiche utilizzano il concetto di
inconscio, introdotto da Freud, per far emergere alcune caratteristiche profonde dell'animo umano, solitamente mascherate
dalla falsità e dal buon costume dell'epoca.
Uno dei movimenti più importanti del novecento è il surrealismo, il quale coinvolge sia le arti figurative che la letteratura e
il cinema. Fondato in Francia, nel 1924 da André Breton con la
pubblicazione del Manifesto Surrealista, si
diffuse rapidamente nel periodo che intercorre tra le due guerre mondiali. Successivamente, verso la fine degli
anni '20, il movimento abbandonò i confini francesi, diffondendosi anche in Belgio, Cecoslovacchia e in Giappone.
Durante la seconda guerra mondiale, invece, molti surrealisti emigrarono negli Stati Uniti, dove pittori come
Masson, Ernst e
Matta influenzarono notevolmente la pittura statunitense. Dopo la guerra i contorni del surrealismo subirono notevoli modifiche
in seguito a rotture, abbandoni e nuove adesioni.
Il Surrealismo è definito dallo stesso Breton come un "automatismo psichico puro con il quale ci si propone di esprimere,
sia verbalmente che in ogni altro modo, il funzionamento reale del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato
dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale". Con l'automatismo psichico la mente viene
liberata dai freni inibitori, razionali e morali, in modo da permettere al pensiero di formulare liberamente associazioni di
immagini ed idee. Solo in questo modo l'inconscio può essere portato in superficie.
Tale movimento scaturisce dalla pittura metafisica e dal
dadaismo, ma a differenza di quest'ultimo, che ha come obiettivo
l'abbattimento di tutte le restrizioni artistiche, il surrealismo rovescia la sua idea distruttiva e attribuisce
all'arte un ruolo edificante. Il "modello puramente interiore" professato dal surrealismo trova ispirazione anche nel
simbolismo visionario di Moreau, nell'astrazione lirica di Kandinsky, nella valenza enigmatica dell'arte
dell'Oceania, dell'Alaska e del Nuovo Messico, nonché nella creatività irrazionale dei malati mentali.
Gli elementi principali del surrealismo sono l'importanza data alla componente irrazionale della creatività umana e
la volontà di esprimere, mediante l'arte, il subconscio. Freud, infatti, con il suo rifiuto della logica umana e delle
restrizioni della civiltà a favore della totale libertà d'espressione diventa uno dei pensatori maggiormente amati dai
surrealisti. Il surrealismo è un'arte figurativa, che ha come scopo la trasfigurazione della realtà, non la sua
negazione.
Spesso molti surrealisti, dal punto di vista politico, sono comunisti o anarchici, appunto per sottolineare il loro impegno
reale al cambiamento sociale che dovrebbe condurre poi al raggiungimento della
sur-realtà. Essa non è
nient'altro che un superiore stato di coscienza raggiungibile secondo il surrealismo attraverso la porta dei sogni.
Il sogno è caratterizzato da immagini, percezioni, emozioni che seguono spesso fili illogici e immaginari ed è svincolato dalla
normale logica che impedirebbe, nella realtà, lo svolgersi degli eventi così come appaiono della dimensione onirica.
Secondo quanto affermato da Sigmund Freud, nel suo L'interpretazione dei sogni, il sogno è la
"via regia verso la scoperta dell'inconscio"; infatti, nel sogno il controllo della coscienza sui pensieri dell'uomo viene meno e ciò
permette all'inconscio di emergere sottoforma di immagini simboliche. Quindi, l'interpretazione del sogno
permette di capire il messaggio proveniente dall'inconscio.
Poiché il sogno è fatto prevalentemente di immagini, la prima difficoltà che s'incontra nell'interpretare il
sogno è quella di riuscire a dare alle immagini un significato spiegabile a parole;
tuttavia, il surrealismo introduce la possibilità d'interpretazione immediata del sogno attraverso la produzione
figurativa.
Il surrealismo cambia molto da artista ad artista in quanto è fortemente legato alla personalità di ciascuno, e alla loro
capacità di far emergere la propria psiche; ad esempio, Salvador Dalí si distingue per la sua originale teoria della
"paranoia critica", definita come "metodo spontaneo di conoscenza irrazionale dei fenomeni deliranti",
che mira ad oggettivare le immagini oniriche.
Nonostante le numerose diversità che interessano i surrealisti, essi fanno principalmente largo uso di accostamenti inconsueti
e di deformazioni reali: due tecniche che hanno come unico scopo la trasformazione delle immagini che vediamo mediante il
senso comune in immagini che trasmettono un diverso ordine della realtà. Gli accostamenti inconsueti vengono spiegati da
Max Ernst, il quale, partendo da una frase del poeta Comte de Lautréamont: «bello come l'incontro
casuale di una macchina da cucire e di un ombrello su un tavolo operatorio», spiega che la bellezza proviene
dall'«accoppiamento di due realtà in apparenza inconciliabili su un piano che in apparenza non è conveniente per
esse».
Procedendo per libera associazione di idee, si uniscono cose e spazi apparentemente estranei tra loro. La bellezza
nel surrealismo nasce dalla capacità di trovare due oggetti reali che non hanno niente in comune e d'inserirli in
un ambiente estraneo. La situazione così rappresentata genera una visione assurda che contraddice le nostre certezze. Le
deformazioni irreali riguardano, invece, le metamorfosi, ovvero la trasformazione di un oggetto in un altro, come avviene in
Delvaux o in Magritte.
Poiché l'obiettivo del surrealismo è tradurre l'attività dell'inconscio in termini plastici, è ammessa una grande
varietà di stili. I surrealisti misero pertanto a punto numerose tecniche inedite: il
collage, il frottage, la pittura
automatica, i quadri di sabbia, i rayogrammes, la decalcomania, il
fumage.
Per quanto riguarda, invece, le tematiche letterarie il Surrealismo, derivando principalmente dal decadentismo, rivaluta il
sogno, l'irrazionalità, la pazzia, l'allucinazione, cogliendo la vera essenza della realtà, così come faceva con
sconvolgente verità Baudelaire.
Al Surrealismo aderiscono numerosi pittori europei tra cui Max Ernst, Juan Mirò,
René Magritte,
Salvador Dalì
e Giorgio De Chirico che aveva contribuito
alla nascita del movimento surrealista con la sua pittura metafisica preferì restarne fuori.
In letteratura
Louis Aragon, Antonin Artaud, Georges Bataille, André Breton, Jean Cocteau, René Crevel, Paul Éluard, Benjamin Peret, Jacques Prévert,
Philippe Soupaul, Tristan Tzara
In arte
Jean Arp, Luis Buñuel, Salvador Dalì, Max Ernst,
Alberto Giacometti, René Magritte, Roberto Matta, André Masson, Joan Mirò, Man Ray, Yves Tanguy
Manifesto
A quell'immaginazione che non ammetteva limiti, permettiamo appena di esercitarsi, adesso, secondo le norme di un'utilità arbitraria; essa è incapace di assumere per molto tempo questa funzione inferiore, e intorno ai vent'anni, preferisce di solito, abbandonare l'uomo al suo destino senza luce.
(...) Cara immaginazione, quello che più amo in te è che non perdoni.
La sola parola libertà è tutto ciò che ancora mi esalta. La credo atta ad alimentare, indefinitamente, l'antico fanatismo umano. Risponde senza dubbio alla mia sola aspirazione legittima. Tra le tante disgrazie di cui siamo eredi, bisogna riconoscere che ci è lasciata la massima libertà dello spirito. Sta a noi non farne cattivo uso. Ridurre l'immaginazione in schiavitù, fosse anche a costo di ciò che viene sommariamente chiamato felicità, è sottrarsi a quel tanto di giustizia suprema che possiamo trovare in fondo a noi stessi.
(Manifesto del surrealismo (1924), Torino, Einaudi, 1966, pp. 11-12)
Articoli correlati
Salvador Dalì