Front Line Assembly, Artificial Soldier
di suicidedoll
Lo storico trio Bill Leeb, Rhys Fulber e Chris Peterson, ovvero i Front Line Assembly, è costantemente attivo, forte anche dell'aggiunta
di un nuovo membro: Jeremy Inkel.
Artificial Soldier vede la luce verso metà giugno ed è composto da una decina di nuove tracce. Sin dalla prima, Unleashed, quello
che potevamo aspettarci dall'ormai storico gruppo va concretizzandosi e confermandosi: scie capaci di riportarci agli anni migliori
dell' Ebm con piccoli interventi che si riconducono ad un'ispirazione industriale anni ottanta. Un inizio davvero efficace, mentre
veniamo proiettati attraverso le fredde e graffianti Low Life e Beneath The Rubble, beat perseveranti, un complesso
d'esecuzione e una struttura degni dei migliori Front Line Assembly. Sicuramente, si
può notare che la band non ha mancato un colpo o
perso assolutamente nulla. Capace di costruire una tracklist impeccabile e ricca di punti fermi dove è difficile scegliere il brano
migliore e quello che lascia un po' meno alla riflessione. Personalmente ritengo i brani Dissension, Buried Alive e
Dopamine quelli maggiormente influenzati dai primi F.L.A., uno stile ancora carico di richiami old school, gradevolissime e
sintetiche manipolazioni che ci fanno dimenticare ogni possibile banalità o compromesso che allo stato dei fatti attuali si
possono
intravedere guardandosi un po' in giro: qualcosa di fresco e spontaneamente carico di personalità . Altro punto di forza di Artificial
Soldier è la diversità palpabile tra una traccia e l' altra ma, pur sempre legata in maniera perfetta al filo conduttore del disco.
Social Enemy, dopo la sesta traccia, è l 'esempio della diversità detta prima: più incalzante e veloce rispetto al precedente trio, priva parzialmente dei richiami industrial e diretta verso un Ebm più energico con un'apprezzabilissima e poderosa base. Future Fail è un' altra bomba pronta ad esplodere; Jean-Luc De Meyer (Front 242) fa da guest vocal su questa traccia ed il risultato non
può essere migliore di così: una sovrapposizione penetrante e capace di risvegliare i sensi in qualsiasi situazione. E' il momento quindi di The Storm, dove a fare da riconoscibilissimo guest è Eskil Simonsson (Covenant); il risultato di quest'accoppiata è una limpidissima profondità delle vocals con una base fresca e decisa, tanto da lasciare un piccolo spazio in cui sembra di ascoltare una produzione d'un gruppo ibrido. L 'album si chiude con Humanity (World War Three), forse la traccia che più ci riconduce all' inizio della carriera dei Front Line Assembly, con una bassline profonda, a volte spiazzante e con un' esecuzione abbastanza lenta e particolareggiata.
Ancora una volta, ancora una release che dimostra che questo gruppo è tutt'altro che in declino. Capacissimi di regalarci ancora tante emozioni concrete, per niente banali, e sempre in grado di riproporsi con novità e tecnica.
Dati Album
Realizzato da: Front Line Assembly
Anno: 2006
Label: Metropolis
Tracklist
01. Unleashed
02. Low Life
03. Beneath The Rubble
04. Dissension
05. Buried Alive
06. Dopamine
07. Social Enemy
08. Future Fail
09. The Storm
10. Humanity (World War Three)
Collegamenti
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