Babylonia
di nerofluo e
- SuicideDoll
del 20 giugno 2006
1) Passato, presente, futuro. Che cosa accumuna e cosa differenzia i
Babylonia di oggi dai Silence Gate di ieri?
Non credo che sia cambiato molto tra chi eravamo allora e chi siamo oggi. Passione, dedizione, caparbietà e forse un pizzico di ingenuità sono elementi che ci portiamo dietro dai nostri lontani esordi. Tra le differenze ci sta certamente tutto ciò che arriva dalle esperienze artistiche e personali accumulate nel corso degli anni.
A completare il tutto, l'assimilazione e la scoperta di centinaia di nuovi dischi, libri e le riflessioni su fatti vissuti in prima o in terza persona.
2) L'Infacted Recordings è una label non indifferente al talento italiano, come vi trovate a lavorare con loro?
Nel panorama europeo, l'Infacted è sicuramente tra le realtà più attente e attive nella produzione e nella distribuzione di musica elettronica nel senso più largo del termine e ci sentiamo onorati di lavorare con loro.
Credo che i
Babylonia rappresentino la parte più commerciale e pop di questa etichetta che tendenzialmente lavora con artisti che possiamo definire veri alfieri dell'area EMB e dark-elettronica.
I loro sforzi per promuovere la nostra musica sono stati finora davvero soddisfacenti e fanno ben sperare in un ulteriore grande supporto al nostro prossimo disco previsto per la fine dell'anno corrente.
3) Ogni persona ha il proprio mito giovanile, il cantante o il gruppo che maggiormente ha significato qualcosa per lui. Se dovesse sceglierne tre, chi scegliereste e per quale motivo?
Questa è la classica domanda alla quale mi trovo sempre in difficoltà a rispondere
perché sono davvero onnivoro quando si parla di musica e gli artisti a cui devo qualcosa sono davvero centinaia.
In ogni caso, se dovessi scegliere tre nomi credo che non potrei non citare Martin Lee Gore (Depeche Mode), Morrissey e Leonard Cohen.
4) Later Tonight è stato pubblicato per il mercato estero. Come sta andando?
La reazione dall'estero a Later Tonight, il nostro album di debutto, è lenta ma decisamente promettente. Oltre che disponibile sui vari negozi digitali, come ad esempio I-Tunes, l'album è al momento uscito in Germania, Austria, Svizzera e Polonia ma sappiamo esserci trattative in corso per la distribuzione in Russia, Olanda e negli Stati Uniti dove sempre più gente apprezzi la nostra musica.
Le recensioni e le critiche straniere sono ad oggi molto positive e spesso ci capita di ricevere richieste di interviste o messaggi da territori in cui l'album non è ancora uscito. Sappiamo bene che il processo è lungo e piuttosto articolato, ma i risultati ottenuti fino ad ora sono molto interessati.
5) Nell'ultima edizione di Later Tonight sono presenti due remix firmati Syrian e Celluloide, cosa ha fatto scattare la collaborazione?
Siamo grandi fan di entrambe le band per le quali nutriamo stima e simpatia.
I Syrian, tra l'altro anche cari amici, fanno parte della nostra stessa etichetta discografica e si sono mostrati subito entusiasti della richiesta di remixare un nostro brano. La loro interpretazione di
"(If U Want) My Love" è davvero una scarica adrenalinica di pura elettronica e i loro synth hanno regalato quel tocco di energia e di
"ruvido" analogico ideale per i dancefloor.
Il remix di "Something Epic" firmato dai francesi Celluloide era stato loro commissionato all'epoca dell'uscita dell'omonimo singolo. E' talmente piaciuto ai nostri estimatori e a noi stessi che abbiamo pensato valesse la pena includerlo anche nella versione internazionale dell'album.
I Celluloide hanno avuto la grande capacità di trasformare un brano electro-rock in puro synthpop con decine di sequencer e di suoni analogici in pieno stile 80's.
6) La vostra musica da molta importanza alla melodia, alla voce e non solo al fattore elettronico, cosa ne pensate di quegli artisti che sono preoccupati solamente del risultato in dancefloor, e misurano la propria capacità solo dalla velocità di esecuzione?
I perni centrali della nostra musica sono senza dubbio la melodia e le atmosfere. Sono tra l'altro gli stessi elementi che tendiamo a ricercare nella musica altrui che riesce ad emozionarci ed appagarci nel profondo solo quando li contiene.
Mi cattura e mi incuriosisce l'intenzione ipnotica di certa musica creata solo per il dancefloor, ma ammetto che dopo un po' le mie orecchie e il mio spirito reclamano altro. In generale ascolto di tutto e per questo posso dire che l'apprezzamento di un brano è profondamente legato al momento in cui lo si ascolta. Inaspettatamente, mi sono ritrovato completamente coinvolto e preso da certa musica trance nel mezzo di qualche discoteca con la consapevolezza che nessuna altra musica sarebbe stata in quel momento altrettanto perfetta.
Ma gli stessi brani, la mattina seguente, con tutta probabilità , sarebbero stati per me inascoltabili.
7) C' è un brano che vi rispecchia di più e come mai tra quelli presenti nell' album Later Tonight?
Personalmente, credo che il brano che più mi rispecchi sia "Something Epic".
Mi ci ritrovo in quella sua atmosfera vagamente malinconica e decadente e adoro quel suo strano tono quasi dimesso e disincantato. Trovo anche rappresenti in pieno la musica dei
Babylonia, un cocktail tra elettronica, rock contaminato e sperimentazione in cui una dolce melodia prende forma su liriche che parlano di solitudini e dilemmi esistenziali.
8) Considerando i Silence Gate, siete al lavoro dall'inizio degli anni '90. Come avete visto cambiare la scena elettronica italiana da quel periodo ad oggi?
Mi sembra che di scena elettronica italiana non si possa davvero parlare perché
purtroppo è sempre stato un genere poco seguito ed amato in Italia, a differenza
di altri paesi, soprattutto nord-europei, dove invece troviamo una grande
tradizione e una profonda passione per questo tipo di musica. Non esiste un vero
e proprio filone italiano, ci sono singole realtà che periodicamente percorrono le strade della musica sintetica ma senza dare vita ad un vero e proprio movimento.
Nel nostro minestrone elettronico, si trova davvero un po' di tutto : dalle dura sonorità EBM di Syrian e XP8 al rock imbastardito dai synth come Bluvertigo e i primi Subsonica, dalla sperimentazione di Cristina Donà alla
"dance made in Italy" che sforna artisti di calibro internazionale come Eiffel 65 o Benny Benassi. In mezzo ci stanno varie realtà locali che si muovono con difficoltà nel mondo underground della scena elettronica italiana.
9) Siete tra le poche band italiane che riusciamo a esportare all'estero: come vedete il pubblico italiano rispetto a quello estero?
E' piuttosto difficile rispondere perchè il pubblico italiano ha avuto modo di vederci dal vivo più volte e quindi ha una percezione della nostra musica e della band completamente diversa rispetto a quella del pubblico fuori dall'Italia dove, al momento, non abbiamo ancora occasione di esibirci.
La grossa differenza comunque sta nel fatto che a casa nostra il pubblico e i media sembrano non essere molto predisposti all'ascolto di band italiane che cantano in inglese e che propongono un genere definito
"alternativo" dai più. All'estero la questione è completamente diversa, direi quasi opposta ed il fatto che si arrivi dall'Italia può dar vita ad un interessante fattore di curiosità .
Ci sono paesi, rimasti affascinati dal genere che proponiamo, lo trovano ricco di passionalità e calore e per questo motivo apprezzano molto ciò che facciamo.
Riceviamo molto affetto soprattutto dagli USA, dalla Germania e dalla Polonia, paesi in cui il synthpop è molto popolare.
10) Una curiosità . C'è una particolare ragione che vi ha portato a scegliere il nome
Babylonia?
Quando è arrivato il momento di cercare un nome per la band eravamo decisi a
trovare una parola semplice, facile da memorizzare e che in qualche modo ci
rispecchiasse. Casualmente ci siamo imbattuti nella parola "Babylonia" e subito abbiamo capito di essere sulla buona strada per quanto stavamo cercando.
Siamo rimasti affascinati e colpiti dall'inquietante dicotomia celata nella parola. Il prefisso
"Baby" rimanda al mondo infantile, fatto di ingenuità , purezza e inevitabilmente profuma di buono, di candido.
Parallelamente, siamo vittime del richiamo al peccato, all'ambiguità e al blasfemo che la parola
"Babilonia" evoca, con il suo alone mistico-storico e il suo sapore di "sporco" e di
"sbagliato".
11) Gli alti e i bassi contraddistinguono la vita di ciascuno di noi. Per i
Babylonia qual è stato il momento più difficile? E quale, invece, il momento che ricordate con maggior piacere?
Probabilmente la fase finale della produzione dell'album è stata tra i momenti più difficili e duri per la band. Eravamo stanchi e stressati, dopo oltre un anno passato in studio, ritrovandoci quasi ogni sera e ogni weekend per poter consegnare il lavoro entro la data prestabilita. Il sacrificio è stato immenso.
Il momento più emozionante, oltre al suonare sul palco del Rolling Stone come supporter alle Client, è forse quello in cui un giorno, in un internet point in Francia durante l'unica vacanza presa in un anno, ho trovato la mail della Infacted con la bozza di un contratto per il mondo per i primi due album dei
Babylonia.
Ma a dirla tutta, vorrei che il momento più bello debba ancora arrivare e spero
di continuare ad augurarmi questo per il resto della mia vita.
12) Con Later Tonight avete sapientemente unito l'elettronica al rock, al pop e alla dance, producendo sonorità melodiche e raffinate. Siete quindi favorevoli alle sperimentazioni e alle commistioni di generi? Avete già un'idea per il futuro?
Siamo totalmente favorevoli alla fusione tra generi musicali così come alla disobbedienza alle regole e alla rottura delle barriere mentali ed stilistiche.
Sono certo del fatto che l'impianto centrale della nostra musica rimarrà sempre di natura elettronica e il nostro suono sarà sempre in qualche modo sintetico. Ma ben vengano influenze e contaminazioni provenienti da alti stili e mondi.
Stiamo lavorando al nostro secondo disco e la ricerca che è in corso ci porta verso sonorità più pulite, asciutte e forse a tratti più dure.
13) Negli Stati Uniti state avendo un buon successo, tant'è che Catch Me è stato inserito in diverse compilation, l'esportazione oltreoceano della propria musica sembra un obiettivo irraggiungibile per molti, ma voi sembrate aver superato i primi ostacoli. Com'è il vostro rapporto con il mercato ed il pubblico statunitense?
Come già detto nel corso di questa intervista, gli USA sono tra i paesi che ci stanno danno maggiormente più soddisfazione.
Gli americani sembrano essere davvero attratti dalla nostra musica, probabilmente
perché abituati ad altri generi come la musica black, in tutte le sue forme, il rock e il country.
Riceviamo parecchi messaggi in arrivo dall'altra parte dell'oceano che si complimentano con noi e ci confessano di subire il fascino delle nostre atmosfere e delle nostre liriche
perché trovano la nostra musica molto ricca di "calore" e di passione. Speriamo fortemente di andare a suonare presto negli USA, considerato il crescente numero di estimatori da quelle parti.
Nel prossimo autunno saremo presenti anche in una compilation a scopo benefico realizzata per la raccolta di fondi per i teenager tossicodipendenti.
14) Oltre alla melodia, alla tua bella voce, Max, un'altra cosa che "balza" subito all'orecchio sono le profonde liriche che parlano di conflitti interiori, questioni esistenziali, .... Quanto sono importanti i testi nella musica dei
Babylonia? Nascono così, per caso, o hanno un legame con le vostre esperienze di vita?
Nel progetto
Babylonia ci impegniamo per fare in modo che nulla sia fatto "per caso". Nella nostra musica e nelle parole delle canzoni, puoi capire quanto ognuno di noi si interfacci con questo progetto in maniera seria e integrale.
I testi di Later Tonight sono fortemente influenzati da tristi esperienze di vita personale che purtroppo abbiamo vissuto poco prima e durante la lavorazione dell'album. Non sono molto per i testi astratti o lontani dal vissuto reale. Come essere umano, vivo e provo emozioni come tutti e il nostro sforzo è quello di trasmettere un qualche tipo di vibrazione al nostro ascoltatore. Anche il nuovo disco, previsto in uscita per la fine del 2006, contiene liriche ispirate alle nostre vicissitudini di questi ultimi mesi. La vita rappresenta, a volte nostro malgrado, una fonte inesauribile di ispirazione e di riflessione. Sta a noi saper decodificare quanto accade e imparare qualcosa di nuovo da ogni singola esperienza.
Bene Max, siamo giunti al termine. Ti ringraziamo per averci dedicato parte del tuo tempo e speriamo di risentirci presto, magari per l'uscita del prossimo album. Ora, a te le ultime parole....
Ringrazio voi per la gentile disponibilità e i vostri lettori per la curiosità e l'attenzione mostrate per aver seguito l'intervista fino a qui. Vorrei anche augurare a tutti di ascoltare la musica con le orecchie ma di sentirla con lo spirito e il cuore per goderne davvero tutte le vibrazioni.
Vi aspettiamo su www.babyloniamusic.com per aggiornamenti e notizie sulla band.
Ringraziamo Max Demian per la sua gentilezza.
Dati generali
Data di nascita: 2000
Nazionalità: Italia
Componenti: Max Demian (voce, autore), Rob Rox (seconda voce, chitarra,
synth), Lory (programmazione, synth)
Influenze: Depeche Mode, Massive Attack, Front 242,
Fisherspooner, Client, A-Ha, Donna Summer.
Genere: synthpop
Discografia
Albums
Later Tonight, 2005
Singles
Whitout Asking Me, 2003
Stars In My Eyes, 2004
Catch Me, 2005
Something Epic, 2005
That Big Lie, 2006
Collegamenti
Myspace
Sito
Recensione Later Tonight
Biografia