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Daniel Myrich ed Eduardo Sanchez, The Blair Witch Project

di BrainDeadKK - inserito il 16 settembre 2006

Daniel Myrich ed Eduardo Sanchez, The Blair Witch ProjectThe Blair Witch Project è stato un vero e proprio caso nell'industria del cinema, visto che ha sfruttato, per primo e a sua insaputa, le reali potenzialità  che internet offre in ogni sua sfaccettatura. L'uscita del film è stata preceduta un anno e mezzo prima dalla comparsa nella rete di un sito, in cui si raccontava che tre giovani ragazzi, Heather Donahue, Joshua Leonard e Michael Williams, scomparvero nell'Ottobre del 1994 nei boschi intorno all'odierna Burkittsville (il cui nome fino alla seconda metà  dell'Ottocento era Blair, dal cognome dei fondatori della città ), dove si erano recati per girare un documentario sul mito della strega che aleggiava in quella zona. Oltre alle foto segnaletiche dei tre ragazzi del Maryland, che, vennero anche distribuite in ogni parte degli Stati Uniti, nella speranza di aver qualche notizia dei giovani, nel sito vennero inserite, nel tempo, le interviste ai parenti e agli amici degli scomparsi, le indagini sia della polizia sia dell'agenzia investigativa privata (che venne contattata dalle famiglie dei tre ragazzi, infruttuose entrambe comunque), la storia di Blair e della strega che terrorizzò la cittadina (Elly Kedward, accusata nel Settecento di aver rapito i bambini del paese e di averli uccisi; la donna, venne lasciata nei boschi legata ad un albero in pieno inverno), la storia di Rustin Parr (un uomo vissuto nella prima metà  del Novecento nei quei boschi, che uccise sette fanciulli con la stessa tecnica della strega) e la testimonianza di una medium a cui la famiglia Donahue affidò gli appunti della ragazza scomparsa. Inoltre venne preparato uno special televisivo che riassumeva le notizie presenti nel sito.
Tutto ciò fece credere alla popolazione americana, e non solo, che la vicenda fosse vera, così dopo mesi di preparazione mediatica, il sito riportò la notizia che un gruppo di studenti universitari aveva ritrovato, per caso, dei nastri di videocamera e bobine di cinepresa sotto dei massi di una costruzione coloniale, che contenevano le riprese degli ultimi giorni dei tre ragazzi; il fatto che sconvolgeva in questa nuova piega della storia, era che la pietra sotto cui si trovavano i nastri, non era stata MAI spostata da quando la struttura era stata costruita. Mistero aggiunto ad un altro mistero. Passato qualche mese dal ritrovamento, il sito annunciò che le famiglie dei tre scomparsi avevano dato l'assenso alla distribuzione nei cinema americani e poi di tutto il mondo delle riprese, elaborate e ordinate cronologicamente da un'equipe di giovani registi, tra cui Daniel Myrich ed Eduardo Sanchez.
Da qui in poi inizia l'incubo, nelle sale cinematografiche si ebbero talmente tanti casi di malessere, svenimenti, isterismo, che il documentario arrivò quasi a battere il record di malori durante la proiezioni nei cinema mondiali (appartenente all'Esorcista). Il documentario fu un successo assoluto, guadagnò quanto Star Wars Episode I, girato e distribuito con un budget notevolmente maggiore rispetto ai 22.000$ che costò fare e produrre il mistero della strega di Blair. Il successo al cinema spinse la casa produttrice, la Haxan Film, a promuovere un fenomeno commerciale, che viste le premesse era potenzialmente irrefrenabile: t-shirt, cappellini, borse, libri e ogni gadget possibile venne venduto, anche su internet, per non dimenticare da dove ebbe inizio il viaggio di questo documentario.
Vinse diversi premi, tra cui il Premio giovani a Cannes come miglior film straniero, ma, nonostante questo, divise critica e pubblico: troppo banale per alcuni, di inarrivabile bellezza per altri. Non tutte le critiche mosse al film hanno fondamento, l'unica, forse è l'attacco alla durata delle batterie della cinepresa e della videocamera, ma sulla sceneggiatura non ci sono dubbi, perché ogni scelta presa è in perfetta sintonia con il quadro generale del film.
Molti dei detrattori dimenticano che la pellicola è strutturata come un documentario e non come un film, per cui non si vedono le basi per le critiche. Al contrario si notano delle trovate geniali per il genere: la forma di documentario delle immagini fa sì che gli occhi dei protagonisti diventino i nostri, perciò ci si trova impersonificati nella persona che tiene la videocamera o la cinepresa e catapultati nel bosco dove aleggia il mito della strega di Blair, facendo vivere, in prima persona, il terrore sulla pelle dello spettatore. La scelta di alternare le riprese a colori con quelle in bianco e nero rende il documentario molto più oscuro, arcano, angosciante e claustrofobico; l'assenza di qualsiasi effetto speciale, caratteristica rara nella filmografia del genere horror, che troppo spesso ne abusa a sproposito. L'utilizzo esclusivamente della sole luce naturale e quella dei due apparecchi audiovisivi, per le riprese. E poi c'è l'eterna domanda che non avrà  mai risposta: chi ha ucciso i tre ragazzi? Ma sono davvero stati uccisi? E' il soprannaturale che prende forma oppure un pazzo emulatore delle gesta macabre della strega e di Rustin Parr o sono degli abitanti del luogo che vogliono prendersi gioco dei ragazzi oppure ancora sono i ragazzi stessi ad aver preso in giro tutti quanti? La pellicola lascia molti dubbi su questo tema, la presenza invisibile del Male immobilizza lo spettatore, facendolo trasalire ad ogni minimo avvenimento: il pianto di bambini, dei passi nel bosco (forse animali, forse uomini o chissà ...), una casa abbandonata, la scoperta di sette mucchi di pietre (lo stesso numero dei bambini uccisi da Rustin Parr), per poi ritrovarne tre (come i protagonisti) delle stesso tipo davanti alla propria tenda.
The Blair Witch Project si insinua nel sangue, lo fa urlare dalla paura, che riecheggia successivamente in tutto il corpo, segnando l'anima nel profondo. E' un viaggio tra le paure nascoste nell'inconscio: la solitudine e l'impossibilità  di sfuggire al destino. E' un viaggio nel soprannaturale, nel mistero e nell'impossibile: la bussola che segna sempre il sud, la casa abbandonata, dove si conclude il documentario, è quella che apparteneva a Rustin Parr, ma era stata bruciata nel 1941 dopo che fu impiccato, la voce "mobile" nella stessa casa, l'essere braccati dall'ignoto. Intrigantemente spaventose sono le storie, totalmente priva di basi storiche, di Parr e di un gruppo di esploratori: il primo viveva nel bosco in cui fu lasciata morire Elly Kedward, che, un giorno sceso in paese disse che aveva finito; gli abitanti di Burkittsville non capirono fin quando un bambino scomparso da poco non fece ritorno nella cittadina e affermò che quel personaggio strano lo aveva rapito insieme ad altri sette fanciulli, lasciando in vita solo lui. Alcuni abitanti fecero una spedizione nei boschi ed ebbero l'agghiacciante conferma di quanto detto loro dal piccolo. L'intervista poco prima dell'esecuzione della condanna a morte è un altro tassello che s'aggiunge al mito della strega, difatti l'uomo afferma di aver ucciso i bambini a due a due, uno lo metteva in un angolo della cantina faccia al muro, mentre sgozzava l'altro, poi prendeva il primo e massacrava anche lui (proprio come faceva la protagonista del mito del luogo). Inoltre disse che tutto ciò che fece, gli fu ordinato da una voce di una donna e non pochi credettero si trattasse della strega. La storia sugli esploratori è altresì shockante: cinque uomini furono trovati morti da dei compagni su una roccia, i polsi di uno legati alle caviglie di quello vicino e cosi via, fino a formare una curiosa figura simile ad un pentacolo. I sopravvissuti tornarono in paese per avvertire le autorità , ma tornati, dopo solo due ore d'assenza dal luogo del misfatto, non trovarono più i corpi, solo un odore di morte presente nell'aria. Tutto ciò avvenne lì, a Coffin Rock. Un'annotazione: questo film guardato insieme ad altri non ha lo stesso effetto che visto da soli. Per cui è consigliata la visione in solitaria.

Dati Film

Titolo originale: The Blair Witch Project
Nazione: USA
Anno: 1999
Genere: Horror
Durata: 87
Produzione: Gregg Hale, Robin Cowie Per Haxan Films, Orlando (Florida)
Distribuzione: Filmauro
Regia: Daniel Myrich ed Eduardo Sanchez
Attori: Heather Donahue, Joshua Leonard, Michael Williams

Note

+ Il Libro The Blair Witch Project in Italia è edito da Rizzoli.
+ Il fumetto è pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer

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