Das Ich, Cabaret
di SuicideDoll
Ed eccoci ad un nuovo capitolo del duo tedesco che lentamente sta realizzando, uno dopo l'altro, importanti capitoli per quanto riguarda l'elettronica più oscura. Cabaret si
può definire un ritorno a tradizioni passate, a cerimoniali sepolti sotto centimetri e centimetri di polvere che solo poche menti ricordano. Sinceramente, prima dell'ascolto temevo un po' nell'ennesima banalità . Fortunatamente non è il caso di Kramm e Ackermann che ci conducono attraverso queste favole cupe e dimenticate.
L'album si apre con un ritornello che pian piano ci trascina nella più totale opacità ; tutto ci trascina di fronte a uno spettacolo di marionette, con il suo sapore dimenticato, le sue atmosfere cupe e i pupazzi sgualciti che danzano su travi di legno scheggiato, mentre una nitida e pesante voce ci introduce alle successive tracce.
Inizia lo spettacolo dei Dah Ich, l'intenso vortice che pian piano ci trascina attraverso tracce recitate e sprazzi più intensi e godibili. Atemlos, Macht, Paradigma e Fluch (Ahnung) lasciano un po' da parte quella teatralità che si spianava di fronte agli occhi nella prima traccia, a favore d'una direzione più nitida e amalgamabile con le produzioni più attuali. Un evidente rallentamento si ha in Fluch (Ahnung): il palcoscenico s'inumidisce nuovamente con uno splendido richiamo rituale verso metà traccia. Una piccola nota su Paradigma, scandita e veloce, brano pulito che mi ha fatto tornare in mente qualche brano "passato" dal cd Anti-Christ. Opferzeit e Schwarzes gift risultano essere le presentazioni forse più attese ed allo stesso tempo "comuni", con bassi più profondi ed un'aggressività sempre maggiore, un atto quasi tragico e spiazzante che sfocia nella settima traccia, Nahe. Quest'ultima, sinceramente, non me l'aspettavo molto, visto l'andamento dell'oscuro teatro a cui fin'ora ho assistito; una traccia più melodica, quasi liricamente armoniosa, che spezza il ritmo positivamente, lasciando il tempo di riprendere il fiato per la successiva Zuckerbrot and Peitsche, scomposta nel vero senso della parola. Una rappresentazione impazzita dell'orchestra, per nulla prevedibile e scontata, dove tutte le componenti si rincorrono senz'ordine alcuno. La chiusura dell'album è nuovamente simile alla prima traccia. La titletrack ci riporta ad una visione antica e quasi dimenticata del cabaret visto dai Das Ich in modo frenetico, violento e ritualistico. Un ottimo connubio tra strumenti, come archi e fisarmoniche, dal ritmo quasi rallentante ed opprimente. Pian piano gli spettatori abbandonano i posti ed il duo tedesco, padre dello spettacolo,
può godersi applausi ed approvazione dopo il lungo lavoro.
Dati Album
Realizzato da: Das Ich
Anno: 2006
Label: Massacre Records/Audioglobe
Tracklist
01. Moritat
02. Atemlos
03. Macht
04. Paradigma
05. Fluch (Ahnung)
06. Opferzeit
07. Schwarzes gift
08. Nahe
09. Zuckerbrot and Peitsche
10. Cabaret
Collegamenti
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