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David Slade, Hard Candy

di nerofluo - 8 maggio 2010

David Slade, Hard CandyLa prima immagine è lo schermo di un computer. Una chat. Due persone stanno dialogando. Una è una ragazzina. L'altro è un adulto. Si capisce da come scrivono, dalle espressioni che usano. Fissano un incontro. Lei avrà al massimo quattordici anni. Capelli corti, viso grazioso. Acerba. Androgina, in un certo senso. Lui è molto più grande di lei, ha la faccia pulita, gli occhiali. Sembra il classico ragazzo della porta accanto.
Parlano. Scherzano. Lei ha atteggiamenti adulti, intriganti. E' una ragazzina, ma parla come una donna. Potresti intuire già la tematica. Hai abbastanza elementi in pugno. E quando, lui la porta a casa sua, pensi: "Ecco! Il lupo mostrerà gli artigli".
Ma Brian di cognome fa Nelson, non Grimm e non aveva di certo in mente "Cappuccetto Rosso", quando ha scritto la sceneggiatura di "Hard Candy". Anzi, pare che l'assonanza con la fiaba sia stata del tutto casuale.
La storia è tratta da un fatto di cronaca, realmente accaduto in Giappone. Ragazzine che adescavano uomini maturi in chat, per poi torturarli.
Ecco, vi ho già svelato in che modo si ribalterà la storia. Il lupo non farà in tempo a mostrare le zanne. Cappuccetto Rosso s'è fatta furba, molto furba e anche se "Nove psicologi su dieci hanno detto che è pazza", lei è "la prima della classe".
"Hard Candy" me lo sono vista comodamente seduta a casa mia, perché nelle sale cinematografiche italiane non è mai uscito, e se è uscito... me lo sono persa.
Il regista è David Slade, britannico. Ha girato diversi videoclip musicali, "Bliss" e "New Born" dei Muse, "Aerials" dei System of a Down, tanto per citarne qualcuno. E si vede. Nel senso che, molte sequenze di "Hard Candy" sembrano essere tratte da un videoclip. Sincopate, veloci, spezzate. Però, c'è pochissima musica. Tre quarti del film e passa, sono privi di qualsiasi sottofondo musicale. Non ce n'è bisogno. I rumori, le voci, i respiri sono tutti i suoni di cui abbiamo bisogno.
La consuetudine è stata ribaltata. La potenziale vittima, s'è trasformata in carnefice e l'uomo si è ritrovato ad essere legato, imbavagliato, torturato.
Il film è costruito molto bene. La colpevolezza dell'uomo, emerge gradatamente, cronologicamente. All'inizio, sorge persino il dubbio che l'uomo sia innocente. Ma c'è quella scena iniziale. Quell'incontro che lascia l'amaro in bocca. Nonostante la follia di Hayley; nonostante l'atteggiamento dimesso di Jeff. Sappiamo benissimo che quell'incontro non sarebbe mai dovuto avvenire. Che quell'uomo non avrebbe mai dovuto accettare di incontrare una quattordicenne.
La sua colpevolezza ha solo bisogno di prove. E le prove arrivano, con tanto di confessione.
I personaggi, in tutto, sono quattro; due dei quali compaiono solo brevemente. Tutto il film si regge sulle buone interpretazioni di Ellen Page e Patrick Wilson.
Un film da vedere, atipico, interessante. L'unica nota stridente è che forse, un film del genere, presenta la quattordicenne Hayley sotto una luce un po' troppo "giustiziere della notte". Un po' troppo rischioso quando si parla di "pedofilia".

Dati Film

Titolo originale Hard Candy
Regia David Slade
Attori Ellen Page, Patrick Wilson, Sandra Oh, Jennifer Holmes
Nazione USA
Anno 2005
Genere thriller, drammatico
Durata 103
Sceneggiatura Brian Nelson
Musiche Harry Escott, Molly Nyman

Note

+ 2006 British Independent Film Awards: nomination miglior film straniero indipendente
+ 2006 Phoenix Film Critic Circle: film più visto dell'anno
+ 2006 Austin Film Critics Awards: miglior attrice, Ellen Page
+ 2006 Women Film Critics Circle: miglior film sulla parità dei sessi

Citazioni

« Solo perché una ragazza sa come imitare una donna, non vuol dire che sia pronta a fare ciò che fa una donna »


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