Marilyn Manson (29/05/2007)
di Iphygenia - inserito il 18 giugno 2007
Marilyn Manson Tour
Firenze, Mandela Forum 29/05/2007
Ore 20 e 30: arrivo al Mandela Forum di Firenze.
Nell'aria aleggia la grande aspettativa per la seconda data italiana del tour di Marilyn Manson in concomitanza all'uscita del nuovo album Eat Me Drink Me (Interscope 2007).
La polizia perquisisce la mia borsa ben 4 volte, finalmente riesco ad entrare.
Mi trovo circondata da un pubblico vario, e per l'ennesima volta testo il ribrezzo verso le teen agers con gli ormoni impazziti che portano la bandiera del gothic unicamente per apparire, mi guardo intorno rendendomi conto che l'età media è davvero bassa.
Dopo quasi due ore di attesa sono completamente stonata dalle urla delle adolescenti e finalmente si apre il sipario nero.
Qualche candela accesa sul palco ed un maxischermo alle spalle rendono la scenografia suggestiva
benché estremamente minimalista.
Il Reverendo è in ottima forma e fa sfoggio delle sue innegabili capacità di perfomer sin dal primo pezzo del nuovo album If I Was Your Vampire.
La show continua tra gli sbalorditivi assoli sporchi di Johnny Five e un'ottima produzione che rende perfetta l'acustica. I giochi di luce sul palco plasmano le atmosfere di ogni pezzo, persino delle celeberrime cover di Sweet Dreams e Tainted Love.
La nuova hit Heart-Shaped Glasses dal vivo è più energica. La scaletta si snoda inoltre su pezzi fondamentali della carriera controversa dell'Anticristo del rock: da The Dope Show, passando attraverso The Beautiful People per chiudere il concerto con The Nobodies. Pesa l'assenza di Antichrist Superstar, anche l'immagine e l'iconografia legata al pezzo: l'impatto potente e dissacrante che manca visibilmente a Eat Me Drink Me.
Manca il mordente. Marilyn Manson malgrado i suoi interventi conditi da "fucking" sparsi non sbalordisce più e persino la sua presenza da animale da palcoscenico non basta a dare quel valore aggiunto per il quale l'80% del pubblico è accorso, la violenza compositiva ereditata dalla lezione dei Nine Inch Nails sembra svanita. Viene da chiedersi se anche lui abbia perso la voglia di esibirsi dal vivo dato il magro concerto copia di quello milanese, durati entrambi poco più di un'ora (70 minuti). Il pubblico rimane con la bocca asciutta, persino le teen agers; il Reverendo uscito dal divorzio non ha più voglia di trasgredire, solo di essere mediocremente professionale e di proporre uno show scarnamente ben fatto.
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