Home » Musica » Recensioni » Velvet Acid Christ, Lust For Blood Dimensioni: A A A

Velvet Acid Christ, Lust For Blood

di Suicidedoll

Velvet Acid Christ, Lust For BloodLust for Blood esce successivamente al buon singolo Wound del 22 agosto, il quale già  faceva presagire l'arrivo positivo dell full leght, grazie alle interessanti evoluzioni sonore attraverso cui si muovono figure notevoli. L'uscita di quest'album coincide anche con l'entrata nella band e la presentazione ufficiale di Todd Loomis (chitarra, synths ,assistente alla produzione).
Velvet Acid Christ, ormai, lo conosciamo tutti: non gli manca l'esperienza, nè la capacità  di proporre sempre qualcosa d'interessante o d'inserire stati emotivi attraverso vari sfondi di matrice elettronica. L'album si apre con la magistrale Wound, già  conosciuta, si riconferma come un'ottima traccia, soprattutto in qualità  di brano d'apertura. Successivamente troviamo, come anticipato al momento dell'uscita del disco, un alternarsi di diversi stili e sonorità .
Con Parasite (dove possiamo trovare anche nuove impostazioni riguardo le tonalità  vocali ed alcuni elementi che quasi toccano il Futurepop) e Psychoaktive Landscapes (come detto da Bryan: per chi apprezza lo stile alla Orbital. E personalmente lo trovo un annuncio veritiero), passiamo a paesaggi più distesi e ritmati con vari elementi techno-trance; soprattutto Psychoaktive Landscapes si presenta come una landa di melodie mentali sognatrici, allucinate e particolari; colorazioni spesso sfocate che s'alternano l'un l'altra richiamando il titolo della stessa. Disconnected Nightmare si discosta un po' dalle predette tracce per la freddezza d'esecuzione in cui veniamo trascinati durante l'ascolto. Attraversiamo, a questo punto, la sconfinata e devastante Polyester Meth Zeus, con la sua strumentalità  visionaria, unita a sfondi liquidi e corrosivi dove l' artificiale incontra lo spirituale, e Discolored Eyes che ci offre ottime posizioni più orientate verso l' Harsh ebm, contorsioni mentali e slow beat penetranti che scorrono nelle vene mentre non possiamo fare altro che aumentare positivamente il giudizio dell' album.
Ghost In The Circuit è una traccia più lenta, quasi una ballata (spinta, in un certo senso, verso il genere Trip-Hop) all' interno del disco; nonostante ciò, se ne ricava una venatura opaca di tristezza, o quasi di rassegnazione, che ben si presta ad essere paragonata alla freddezza pungente del brano Crushed, differente a livello strumentale: più marcato ed ambientale (gli amanti della Wave apprezzeranno sicuramente).
Non manca uno sprazzo Electro Industrial (old school) che troviamo nella veloce Kashmir Crack Krishna, potente ed ipnotica, ma sempre con lo stesso filo conduttore sintetico e quasi maniacale, riscontrabile nel sottofondo di ogni traccia. Passando, forse, il brano più futurista, Machine, andiamo incontro a Lust, sfuggente assalto Harsh electro tipicamente improntato sullo stile di Velvet Acid Christ e che, personalmente, mi sento di inserire come effettiva title track, anche se la tracklist dice diversamente.
La traccia intitolata For è solamente un passaggio vuoto che unisce la precedente Lust con la dodicesima Blood: scelta, probabilmente, legata al significato transitivo della parola stessa. Blood ha un inserimento decisamente inaspettato: il beat marcato e l'utilizzo della chitarra come strumento, sorprendono tanto quanto l'accostamento d'un pianoforte classico con una melodia quasi "ansiosa" che verso la metà  del brano anticipa l'inizio di una fuga angosciosa. Umida distesa di panico ed aggressività  che si conclude con un risveglio affannato.
Ghost Regen, già  proposta in una versione leggermente differente nel singolo Wound ci porta, a sprazzi, nei territori più gelidi della Dark Trance: un beat veloce che spesso viene reso ancora più sintetico ed artificialmente incalzante da fondali di perdizione, già  presenti nella Fractured Coils Version. Una stupenda synthline corona questa versione originale del brano concludendo al meglio questo Lust For Blood.
Un album che si potrebbe riascoltare all' infinito senza stancarsi mai, ricco d'emozioni e nel quale è difficile trovare un brano che spicca al di sopra degli altri, se non forse a livello d'ascolto personale, anche se, sono presenti diversità  di stile e, quindi, anche gusti orientativi diversi; tuttavia, credo che questo non faccia altro che arricchire e variare il risultato finale, dandoci la possibilità  di riconfermare l' autore come uno dei migliori in questi anni.
Lust For Blood va  direttamente a posizionarsi tra i migliori lavori di questo 2006 e si rende praticamente indispensabile.

Dati Album

Realizzato da: Velvet Acid Christ
Anno: 2006
Label: Metropolis Records

Tracklist

01. Wound
02. Parasite
03. Discolored Eyes
04. Crushed
05. Disconnected Nightmare
06. Polyester Meth Zeus
07. Kashimr Crack Krishna
08. Ghost In The Circuit
09. Machine
10. Lust
11. For
12. Blood
13. Psychoaktive Landscapes
14. Ghost Regen

Collegamenti

Myspace
Sito
Recensione Wound

HomePage Back Stampa