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Chuck Palahniuk, Ninna Nanna

di 7di9 - scritto il 12 luglio 2007

Chuck Palahniuk, Ninna NannaCarl Streator è un giornalista specializzato in indagini sul paranormale. Nel corso di normale giornata lavorativa come tante, il suo caporedattore gli consegna un nuovo incarico: indagare su di una serie di misteriose morti di neonati. Nessun medico è ancora riuscito a comprendere la causa di questi improvvisi e imprevedibili decessi. La polizia brancola nel buio. Streator comincia così il suo cammino di ricerca, al fine di raccogliere dati sufficienti per la stesura del suo articolo. Nel corso delle ricerche, il giornalista si imbatterà  in verità  del tutto sconvolgenti: possibile che una filastrocca possa costituire la causa delle morti misteriose? E se si, in che modo la piaga può essere fermata?
La struttura narrativa è quella tipica di un thriller: c'è un mistero da svelare, e ci sono i salvatori, coloro ai quali spetta di districare il nodo narrativo e salvare l'umanità . Ogni singola scelta dei personaggi è destinata a ricostruire il sistema dei misteri congegnato dall'autore attorno al plot, che capitolo dopo capitolo assume chiarezza, scivola nella sempre più palese evidenza, ben presto rivelandosi anche a chi ricopre una posizione di personaggio non giocante del mondo delineato e pennellato con violenza e asciuttezza sintattica da Palahniuk. L'autore non si spreca in troppe parole o aggettivi, mantiene in vita solo ciò che indispensabile ai fini dell'avanzamento della storia. I capitoli sono brevi, taglienti nella loro sinteticità  e forza estetica. La ricercatezza dei particolari diviene elemento di ricostruzione di un mondo malato, confuso, alla deriva. E' attraverso la ricerca del dettaglio, della descrizione precisa e attenta dei limiti, psicologici e fisici, dei protagonisti, degli oggetti che li attorniano, dei gioielli che li adornano, delle acconciature che li caratterizzano, che l'autore si distanzia da quella realtà  che spaventa, che incute timore e insicurezza.

"Il modo più rapido per chiudere una porta sulla realtà  è seppellirsi nei dettagli. Nei dati di fatto."

L'universo dei protagonisti del romanzo è dunque una realtà  alternativa, totalmente staccata da quello che è il regno convenzionale del vivere in società , tra la gente, e soprattutto secondo i bisogni della gente. Questa galassia di fobie, di insicurezze, di forze oscure, di ricordi, di rimpianti e di amore irrazionale, da ricevere e da dare, plasma la narrazione, alterandola come un flusso spazio-temporale piegato da un'interferenza cosmica di origine sconosciuta. In questo modo le descrizioni, dei paesaggi, degli ambienti, assumono un'importanza secondaria.
Nel romanzo di Palahniuk esiste la mente del protagonista, dell'avatar che avanza e che sceglie, spesso senza motivare, le sua azioni e i suoi comportamenti; nient'altro. L'impianto scenografico diviene pertanto un'estensione dello stesso personaggio agente, del protagonista, il giornalista Carl Streator, il quale, da novello e inaspettato sciamano e salvatore moderno, si riscopre capace di togliere la vita alla gente semplicemente recitando, o anche solo ripetendo a mente, una filastrocca per bambini.

"Qui si parla del potere di vita e di morte. Di una morte fredda, pulita, senza spargimento di sangue, facile, alla portata di chiunque. Di tutti. Una morte istantanea, incruenta, da Hollywood."

Ma Carl Streator è anche il presunto salvatore, colui che ha deciso, insieme ad un gruppo di altri bizzarri compagni di viaggio (l'agente immobiliare di case stregate Helen Hoover Boyle, la strega metropolitana Mona e l'ecologista truffatore Ostrica), di eliminare la causa della morte misteriosa dei neonati: la filastrocca maledetta. Una filastrocca, come si scopre sin dalle prime pagine del romanzo, di origine africana, un canto che si è propagato attraverso le biblioteche, le librerie, le ninna nanne delle madri e dei padri, e che al pari di un messaggio subliminale mass-mediatico, ha ormai attecchito alle menti degli uomini, divenendo invisibile e a un tempo implacabile, come tutto ciò che si impone senza domandare nulla in cambio.
La realtà  di Palahniuk è una creatura dotata di una volontà  collettiva alienante, che attraverso i mass-media, e in particolare la pubblicità  - vero e proprio incantesimo moderno - le convenzioni sociali e le debolezze dei più forti, si impone nella mente degli individui sin dalla loro nascita, turbandoli e riempiendoli di paure che altrimenti non avrebbero sviluppato autonomamente. Nessuno è veramente libero, questo il messaggio dell'autore. Leggendo queste pagine risulta poi impossibile evitare il confronto con un altro grande narratore della letteratura americana moderna, Don Delillo, che in primis con il romanzo Rumore Bianco ha mostrato l’azione di costante infiltrazione di onde e radiazioni nel tessuto della quotidianità, che come schegge impazzite si conficcano con violenza nelle carni dell’uomo – o meglio, dello spettatore – assumendone la forma, mutandone subdolamente la natura.

I mass-media, la cultura, ogni cosa mi innesta le sue uova sottopelle. Il Grande Fratello mi riempie di bisogni. Davvero voglio una bella casa, un auto veloce, mille amanti bellissime? Davvero voglio tutto questo? O sono semplicemente addestrato a volerlo? Davvero tutto questo è meglio di ciò che possiedo già ? O sono semplicemente addestrato ad essere insoddisfatto? Che io sia vittima di un incantesimo per cui niente è mai abbastanza?

Dunque, illusione di libertà  o libero arbitrio? Al pari degli incantesimi, e della presunta filastrocca assassina, gli influssi sociali, i cosiddetti memi, non sono contrattabili, si impongono, modificando, alienando e liberando infezioni che non sono percepibili secondo i comuni canoni percettivi.
Ninna Nanna può dunque leggersi su diversi piani: come un’avventura metropolitana dai risvolti fantastici; come un’indagine metaletteraria sul libero arbitrio; come una storia d’amore, come lo sono in fondo tutte le storie di Palahniuk… oppure come pietra miliare per una rinascita complessa, in un certo senso nichileggiante, figlia della modernità, e che nonostante gli intenti, non offre alcuna possibilità di scampo. Il romanzo di Palahinuk è una cantilena purificatoria rivolta ai cittadini di un mondo corrotto, che soffre e che barcolla, e che silenziosamente, timidamente, domanda solo di essere ascoltato, ma senza abbandono, quanto piuttosto con le armi della critica e della coscienza.

Dati Edizione Recensita

Titolo Originale Lullaby
Autore Chuck Palahniuk
Genere Black Comedy
Anno 2002
Editore Arnoldo Mondadori
Collana Strada Blu
Traduzione Matteo Colombo
Pagine 273
ISBN 8804549971

Collegamenti

Sito
Recensione "Cavie" di Chuck Palahniuk



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