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Qntal, Silver Swan

di nerofluo

Qntal, Silver Swan A un anno dall'interessante Ozymandias, i Qntal tornano con un nuovo capitolo, Silver Swan. Uno dei gruppi più interessanti dello scenario underground, grazie alla loro capacità  di combinare musica medioevale e antica ad elementi moderni ed elettronici. Come già  era accaduto nel precedente album, anche in Silver Swan, la considerevole componente elettronica che, a tratti, pareva disturbare o addirittura forzare l'ascolto, è stata abbandonata: l'uso è molto calibrato e finalizzato esclusivamente a conferire alle melodie maggiore corposità  e maggiore compiutezza sonora, senza interferire nell'atmosfera arcaica che si respira ascoltando quest'album.
Silver Swan si apre con l'elegante Monsieur's departure, trasposizione musicale di On Monsieur's Departure, scritto da Elisabeth I (1533-1603), regina d'Inghilterra. La cadenza del brano è distesa, ma allo stesso tempo marcata; l'uso ponderato dell'elettronica, amalgamato a sonorità  lontane, conferiscono al pezzo pienezza e aurea di mistero.
Levis, il successivo brano, in apertura, gioca su una sequenza di note particolare e caratteristica. La melodia, a tratti energici, si abbandona limpida, guidata dal canto. Elementi eterei e medioevali circoscrivono il brano, rendendolo al di là  di ogni tempo, grazie, anche, all'unione a fattori più moderni.
L'apertura di Falling Star, mistica e lontana, anticipa un canto, più lirico rispetto le due precedenti tracce. Quieto abbandono alla voce di Syrah che s'eleva in tutta la sua bellezza: elemento portante di questa aria dai contorni pagani e sognanti. Elegante la conclusione del brano, solo strumentale.
Vibrante è l'inizio di Von Den Elben, brano dalle acute melodie che accompagnano vocalizzi teutonici. Importante e corposo. Trionfante e carico di immagini evocative, provenienti da un passato lontano, fatto di dame, cavalieri, maghi dalla barba bianca e quant'altro. Ognuno immagini pure la sua storia personale: non c'è miglior sottofondo che questo.
Lingua Mendax abbandona l'aurea di mistero e trionfo della precedente traccia. Allegro, ritmato e particolare. Un brano senza alcun volo pindarico, che ricorda molto da vicino folkloristiche arie medievali: quelle che riempivano le piazze un tempo e guidavano la gente nella danza, delle quali il gruppo ne fa un'elegante e a tratti moderna rivisitazione. Il testo preso è un celebre Carmina Burana "Lingua mendax et dolosa,/lingua procax, venenosa,/lingua digna detruncari/et in igne concremari".
Con Altas Undas i Qntal riportano alla luce la poesia dell'antica Provenza. "Altas undas que venez suz la mar/que fay lo vent à§ay e lay demenar/de mun amic sabez novas comtar/qui lay passet? No lo vei retornar! Et oy Deu, d'amor! Ad hora-m dona joi et ad hora dolor!" recitava un tempo Raimbaut de Vaqueiras. Una canzone di ampio respiro e dagli orizzonti infiniti. Un canto estasiato e senza fine. Un decantare antico, lento, armonioso: un viaggio nell'altrove, in una terra lontana, in un tempo perduto. Uno dei migliori brani presenti nel disco.
L'inverno è arrivato, lentamente lascia che il suo gelido mantello copri ogni cosa. Una nenia che si perde tra le ombre fredde, un invito a fermarsi e riposare. E' tempo di chiudere le porte. Là  fuori il gelo imperversa tra i rami spogli e le acque gelide. Winter è un brano lento, di riposo. Il canto è primario, etereo. L'accompagnamento sonoro è privo d'eccessi, e piuttosto tranquillo.
Così come è arrivato, l'inverno è partito lasciando solo miti ricordi. L'erba è verde, i rami si rivestono di gemme e rugiada, e le strade pullulano di gente in festa, danze e canti. 292 è uno dei brani più allegri, carico del sapore medioevale proprio delle ricorrenze festose di primavera. Una danza al centro di una piazza a suon di tamburelli e clavicembali, mischiato all'odore del nostro presente.
"Quant vient en mai, que l'on dit as lons jors,/Que Franc de France repairent de roi cort,/Raynauz repaire devant à¡ premier front" in Amis Raynaut antico e moderno si uniscono in un sensuale brano in francese, cantato con libertà  ed elevazione. Cavalieri e principesse, nella più elegante tradizione d'amor cortese. Il testo originale è una vecchia poesia franco-provenzale, La Bella Erembor, che narra l'amore tra il conte Rinaldo tornato dalla battaglia e la principessa Erembor.
Silver Swan si conclude con The Whyle e Silver Swan. Nella prima, il motivo è dato principalmente dalla combinazione di percussioni, che scandiscono il ritmo ed archi che danno vita all'aria principale; un brano movimentato ma non allegro, che conserva in sé una malinconia lontana riflessa dal canto. Personalmente Silver Swan, che da il titolo all'album, non mi ha colpito più di tanto. E' la lenta e armoniosa conclusione di un disco, che nel suo complesso, merita molti punti. Tuttavia non posso toglier a questo brano i meriti di grazia ed eleganza, che conserva e che ricordano, appunto, i leggiadri movimenti di un cigno.
I Qntal, con questo album, hanno ancora una volta dimostrato di essere uno dei migliori gruppi, che tentano di risvegliare la coscienza musicale antica e medioevale, e con essa parte della poesia franco-provenzale. Un buon lavoro che inserisce i Qntal nell'Olimpo della musica medieval-ethereal.



Dati Album

Realizzato da: Combichrist
Anno: 2006
Label: Out Of Line

Tracklist

01. Monsieur's Departure
02. Amis Raynaut
03. Levis
04. Von den Elben
05. Lingua Mendax
06. Falling Star
07. The Whyle
08. Winter
09. Altas Undaz
10. 292
11. Silver Swan

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