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Cornell Woolrich, Sipario Nero

di 7di9 - inserito il 02 maggio 2008

Cornell Woolrich, Sipario Nero Frank Townsend giace svenuto sulla fredda superficie di un marciapiede. E’ stato colpito da un pezzo di cornicione accidentalmente staccatosi da un tetto. Al suo risveglio non ricorda nulla: il suo nome, gli eventi che lo hanno condotto tra i palazzi di quella strada, nulla; un sipario nero ricopre il suo passato. Tornato a casa, scopre che è vuota. Sua moglie non è lì. Dopo una breve indagine, riesce a trovarla: gli viene rivelato che l’amnesia ha ricoperto gli ultimi tre anni della sua esistenza. I problemi poi si moltiplicano nel momento in cui Frank Townsend scopre di essere pedinato e braccato prima da un uomo vestito di grigio armato di pistola, e poi da una serie di uomini misteriosi che nel corso di una sera irrompono con la forza nel suo appartamento. Comincia così una fuga affannosa e complicata, che non tarderà a rivelare al tormentato Frank Townsend frammenti di una vita che mai avrebbe immaginato di aver vissuto…
In Woolrich la macchina della narrazione è quasi interamente condotta sui binari della suspense. L’autore subordina il flusso narrativo al gioco della sottrazione, di zone d’ombra fitte di interrogativi e dubbi. Cornell Woolrich è decisamente padrone di questa tecnica, ed è pienamente capace di applicarla, avvinghiando il lettore nella ragnatela delle sue parole e immagini. Attraverso un dosaggio misurato ma che dà assuefazione, dispone in ogni pagina mezze verità, ricordi di seconda mano, paranoie, che guidano il lettore ad empatizzare con il protagonista, a restargli accanto, come un reporter disdegnoso dell’altrui privacy: cosa si cela dietro ogni nuovo piccolo drappo oscuro calato dall’autore su particolari, incertezze, timori, che se rivelati e fatti emergere riporterebbero il presente di Frank Townsend a riconciliarsi con il passato perduto, e dunque a dissolvere l’ingranaggio principale della stessa storia? La paura dunque, e in particolare la paura della morte, timore spesso irrazionale, istintivo, che distorce la percezione del reale, e che quasi come in un vortice che non dà scampo, spinge le sue vittime nei liquidi recessi dell’orrore del vivere e dell’isolamento, unici veri compagni di viaggio – uniche certezze? – di Frank Townsend.
È importante poi evidenziare come le figure che abitano i romanzi di Woolrich – e dunque anche i personaggi di Sipario nero – non siano quasi mai detective o poliziotti, ma persone che solitamente vivono un’esistenza comune, precaria, sull’orlo del fallimento, e che non sono capaci di reagire alle minacce dell’ignoto se non con la paura e la solitudine, allontanandosi dalle persone che amano, per crollare in uno stato di vorace e distruttiva sociopatia.
Ma il nero non è la sola tinta presente nelle pagine del romanzo. Tra le tematiche riscontrabili vi è anche l’amore, che però appare fugacemente, e non costituisce in alcun modo il motore principale della narrazione né tanto meno la scintilla alla base delle scelte e delle azioni del protagonista. Le creature di Cornell Woolrich sono fatalmente degli individui emarginati, tratti dai bassifondi dell’integrazione sociale. Persone, tipi umani che fuggono e non inseguono, alla disperata ricerca di uno spazio entro cui resistere, sopravvivere.
Uno dei difetti più evidenti che emergono dalla lettura riguarda le lacune logiche che spesso nel corso della lettura spuntano tra le maglie del tessuto narrativo. Si tratta comunque di inezie del tutto trascurabili e che si perdonano immediatamente, complice un ritmo di lettura sovraccaricato da un uso attento e allo stesso tempo ipertrofico della suspense, che per potersi esprimere al meglio richiede inevitabilmente il suo tributo di coerenza diegetica. Come ha detto un maestro della letteratura noir, Raimond Chandler: “In Woolrich è il passo della narrazione che conta, non la logica, la plausibilità e lo stile”.
La prosa è scorrevole. Ampie e dettagliate le descrizioni, degli ambienti come delle abitudini dei personaggi. Gli oggetti e i particolari scenografici sembrano vivere di vita propria. Le sviste, gli errori e le apparenti casualità che investono il protagonista sono alla base stessa della cinetica del romanzo. Frank Townsend è in loro balia, sin dalle prime battute, e non può fare altro se non proteggere ciò che ama, sua moglie e il suo passato, in primis la sua stessa identità.
Stilisticamente l’epilogo non spicca in originalità, ma è comunque ben architettato. Il finale, sul piano dell’idea – conclusione che ovviamente non sveliamo – appare invece un po’ troppo convenzionale, odora di già sentito, e infatti potrebbe lasciare piuttosto indifferente il lettore più smaliziato. Sembrerebbe quasi che nelle battute finali il Cornell Woolrich mestierante abbia preso il sopravvento sul Cornell Woolrich inventore. Forse un innesto di tipo fantastico avrebbe reso la storia maggiormente appetibile e intrigante, ma si tratta solo di una considerazione che nulla toglie al dignitosissimo valore, sia strutturale che in termini di plot, dell’opera.
Sipario nero è un romanzo scritto per ipnotizzare, catturare e trascinare lo sguardo e le emozioni in una fuga che potrebbe riguardare ciascuno di noi. Una storia profondamente cinematografica, non a caso in passato proposta sia sul grande che sul piccolo schermo. Nel 1942 il regista americano Jack Hively ne ha curato una versione su pellicola, con il titolo di Street of chance. Il regista Sidney Pollack ha poi adattato il romanzo per la serie televisiva The Alfred Hitchcock Hour. La produzione risale al 1962 e il titolo dell’episodio riprende quello originale del romanzo, The black curtain.
Raccontato con maestria e pensato soprattutto per intrattenere il lettore, questa ennesima conferma della bravura letteraria dell’autore maledetto Cornell Woolrich ci fa vibrare, insinuando un virus neurale che spinge a volerne ancora, perché tutti in fondo sono dalla morte a un tempo attratti e respinti, anche quando si tratta solamente di un’illusione di carta e inchiostro.

Dati Libro

Autore: Cornell Woolrich
Anno: 2006
Pagine: 189
Editore: Tascabili immaginario, Fanucci
Genere: Giallo

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