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| Home » Cineteatro » Recensioni » Dario Argento, L'uccello dalle piume di cristallo | Dimensioni: A A A |
di nerofluo - scritto il 16 aprile 2009
Primo film
di Dario
Argento, ispirato al romanzo di Fredric Brown "La statua che urla", rientra nella cosiddetta trilogia "zoologica" con il "Gatto a nove code" e "Quattro mosche di velluto grigio".
Siamo a Roma, e nella città si verificano strani omicidi, apparentemente senza alcuna connessione tra di loro.
Uno scrittore americano, Sam Dalmas, durante una passeggiata notturna, viene attirato dalla luce proveniente dalla sala di un museo. Incuriosito, si avvicina e scorge sulla scalinata principale due figure che lottano tra di loro: una donna e un uomo. Dalmas, rendendosi conto che la donna è in pericolo, tenta di soccorrerla, ma il vetro antiproiettile gli impedisce di raggiungerla e inerme assiste al suo accoltellamento.
Come se non bastasse, in seguito a un meccanismo di sicurezza, rimane imprigionato all'ingresso, mentre la donna, ormai ferita ed esausta, cade a terra.
La donna, fortunatamente, riuscirà a riprendersi, ma la polizia, certa di trovarsi di fronte a un serial killer, impedirà a Dalmas di lasciare Roma, tempestandolo d'interrogatori.
Dalmas, inizialmente infastidito dalle pressioni del Commissario Morosini, ben presto arriverà ad interessarsi al caso, facendone quasi una questione personale. Certo di aver visto qualcosa d'importante, che continua a sfuggirli, inizierà un'indagine parallela a quella della polizia che lo porterà a scoprire notizie importanti.
L'abilità di Argento, in questo film, consiste nella capacità di tenere aperta la possibilità dell'identità dell'assassino fino alla fine. Egli costella il film di indizi, i quali non sempre conducono al vero omicida.
E' il caso del sigaro.
Durante un colloquio, il Commissario Morosini fa notare che il loro uomo è un fumatore di sigari cubani e successivamente, il regista sembra attirare l'attenzione sul sigaro fumato da un amico di Sam.
Questo modo di intrecciare le situazioni, conferiscono una buona suspence e l'assassino verrà individuato solo verso la fine, quando, ormai, quasi tutte le carte sono state scoperte.
In questo film, l'orrore non è rappresentato da mostri, o fenomeni paranormali, ma dal seme della follia che può germogliare in chiunque, anche in seguito ad eventi all'apparenza banali. Una buona prova del maestro che dimostrò, con questa pellicola, le capacità artistiche che avrebbero fatto di lui un regista conosciuto in tutto il mondo.
Titolo originale: L'Uccello dalle Piume di Cristallo
Nazione: Italia/Germania
Anno: 1970
Genere: giallo, thriller
Durata: 96
Produzione: Salvatore Argento per la S.E.D.A. Spettacoli-Roma e C.C.C.
di Berlino
Distribuzione:
Regia:
Dario Argento
Attori: Tony Musante, Suzy Kendall, Enrico Maria Salerno, Umbero Raho,
Eva Renzi, Mario Adorf, Raf Valentini, Gildo Di Marco, Giuseppe Castellano.
+ Gli esterni furono girati a Roma, nel quartiere Flaminio. Il palazzo dei Ranieri si trova in Via Donatello.
+ L'uccello del titolo, l'Hornitus Nevalis, non esiste.
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