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Jeffrey Eugenides, Le Vergini Suicide

di nerofluo - scritto il 15 giugno 2008

Jeffrey Eugenides, Le Vergini Suicide Con questo suo primo romanzo, Jeffrey Eugenides si pone all'attenzione del pubblico letterario, grazie ad uno stile nuovo e singolare e a una storia che scorre veloce come un treno e tiene il lettore incollato dall'inizio alla fine.
Protagoniste indiscusse di questo romanzo sono le sorelle Lisbon: Cecilia, Lux, Bonnie, Mary e Therese, tutte aventi un'età compresa tra i tredici e diciassette anni.
La narrazione ha inizio con il tentato suicidio della minore delle cinque, Cecilia, la quale viene trovata nella vasca da bagno con i polsi tagliati. L'autore, fin dalle prime pagine, ci anticipa quale sarà l'epilogo di tutta la vicenda, ma nonostante il lettore conosca già la fine della storia, niente è sottratto alla sua bellezza che, seppur macabra e terribile (in quanto parla del suicidio di ragazze così giovani), si dipana in un contesto quotidiano apparentemente perfetto.
E' sorprendente, innanzitutto, la lucidità delle Lisbon che anche davanti a un gesto come il suicidio, dimostrano di essere delle ragazze perfettamente normali ed è proprio questa normalità proclamata a più riprese che rende il tutto più angoscioso. Le persone sono da sempre abituate a considerare il suicidio frutto di una mente "deviata", ma ne "Le Vergini Suicide" non c'è alcun accenno a disturbi psichici, se non nelle congetture altrui.
Spettatori inizialmente silenziosi e lontani sono ragazzi, vicini di casa delle Lisbon, i quali, chiaramente attratti dalle ragazze, le spieranno ogni giorno, imparando a conoscerle e a tracciare, forse, la più veritiera versione riguardante la vicenda Lisbon.
Essi, nell'unica persona di uno di loro, che parla a nome di tutti usando frequentemente il "noi", sono i narratori della storia. Il punto di vista è, quindi, di tipo collettivo e l'intera narrazione è strutturata secondo un sistema che richiama l'indagine poliziesca. Vengono presentate prove, opportunamente catalogate e numerate; vengono intervistati tutti coloro che hanno avuto un ruolo, marginale e non, nella vicenda; vengono ricostruiti pazientemente i fatti.
Non si sa esattamente cosa spinga questi uomini a ritornare indietro nel tempo e a rivivere un evento che ormai fa parte del loro passato. Molto probabilmente è il bisogno di trovare risposte al perché cinque bellissime ragazze si siano uccise.
Così come il gruppo di narratori viene presentato come un'entità singola, anche le sorelle Lisbon sono spesso viste come un'unica cosa.

 

"Giorno dopo giorno, le ragazze si chiudevano in un esilio volontario. Dato che giravano sempre in gruppo, per le altre non era facile parlare o camminare con loro, e molte dedussero che volevano essere lasciate in pace. E più le lasciavano in pace, più loro si isolavano."

 

In molti punti, come appare dal brano sopra riportato, traspare un atteggiamento tipico delle persone di fronte a soggetti come le Lisbon: più una persona appare scostante e solitaria, più ci si convince che essa desideri questa situazione e desideri essere lasciata in pace. Si è creato, pertanto, un circolo vizioso che ha portato al graduale isolamento delle Lisbon dalla società, isolamento, a mio avviso, non interamente dovuto alla severità della signora Lisbon, ma anche agli altri che si sono limitati ad osservare tutta la vicenda senza mai intervenire.
Certo, l'ambiente familiare in cui vivono le sorelle Lisbon non è dei migliori. La madre, molto religiosa, si mostrerà fin dall'inizio una donna severa ed oppressiva, raggiungendo il limite negativo dopo un mancato rientro da parte di una delle figlie all'ora prefissata. Da quel momento in poi, si assisterà al lento ma inesorabile degrado della famiglia Lisbon che riguarderà non solo i componenti della famiglia, ma anche la stessa abitazione.
L'autore non dice mai, palesemente, che sia stato proprio questo decadimento la causa del suicidio delle ragazze, anzi, non da mai una risposta vera e propria. Mette soltanto in luce le reazioni altrui di fronte a un evento così drammatico: quella della madre, ad esempio, incapace di ammettere una propria mancanza:

 

"«Le mie figlie non soffrivano certo per mancanza d'amore. La nostra casa era piena d'amore.»"

 

I vicini di casa, gli estranei che, esemplificano l'opinione comune davanti al suicidio, riassumibile nella frase di circostanza "avevano tutto dalla vita... etc... "; i giornalisti che cercando la notizia a tutti i costi arrivando persino a mischiare le carte in tavola descrivendo le Lisbon come non lo sono affatto.

Un libro sul suicidio, sull'adolescenza, ma anche sulla corruzione di una società fatta di prati all'inglese, barbecue all'aperto, olmi tagliati ed eleganti ricevimenti. Nessuna morale, nessun esito, nessuna risposta... ma solo molteplici realtà da incastonare a propria discrezione. E che la verità sia quella che ognuno preferisce... di certo, abbiamo solo una panchina in mezzo a un prato e cinque tombe in un cimitero.

Dati Edizione Recensita

Titolo Originale The Virgin Suicides
Autore Jeffrey Eugenides
Genere Narrativa
Anno 1999
Editore Mondadori
Collana Piccola Biblioteca Oscar
Traduzione Cristina Stella
Pagine 257
ISBN 880445993X

Trasposizioni Cinematografiche

Il giardino delle vergini suicide (The Virgin Suicides), film del 1999 di Sofia Coppola.



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