Romanticismo
di nerofluo - ultima
revisione 21 ottobre 2007
Premessa
Con il termine romanticismo si indica un vasto movimento intellettuale e artistico, che si sviluppa a cavallo tra '700
ed '800 in Germania, per poi propagarsi rapidamente in tutta Europa.
Il termine deriva dall'aggettivo romantic, che alla fine del Seicento era in uso in Inghilterra per indicare il carattere "romanzesco"
o avventuroso del "romance", il romanzo cavalleresco medioevale. Nel Settecento il termine veniva adottato in riferimento al mondo
gotico e medievale in genere, opposto all'antichità classica: in tale accezione esso fu introdotto in Germania da
Gerstenberg e da Herder, nei quali la rivalutazione della poesia medievale, della cultura e dello spirito
popolare (temi tipici della successiva estetica romantica) è già chiaramente teorizzata. Analoga funzione di stimolo
svolgono talune idee dello Sturm und Drang che ispirano Schlegel e Novalis; tra esse in particolare la
nota distinzione schilleriana tra ingenuo e sentimentale, o l'opposizione tra classico e romantico.
Le Scuole Romantiche in Europa
Il primo cenacolo romantico si forma, verso il 1796, a Jena.
Qui, attraverso l'insegnamento di John Gottlieb Fichte, si fa
sentire la grande influenza della filosofia di Immanuel Kant, componente determinante per la nascita del romanticismo. La
funzione dell'immaginazione diventa fondamentale in Fichte, assumendo il ruolo di una creatività spontanea e originaria.
Il poeta Novalis riprende da Fichte la concezione di
Io trascendentale e ne proclama l'unità con l'universo: un'unica
forza opera in entrambi, l'immaginazione inconscia, o natura, e l'immaginazione conscia, o spirito, che si
esprime nell'arte e nella poesia.
Sono poste, in questo modo, le premesse dell'idealismo trascendentale di
Friedrich Schelling che nel gruppo di Jena fu il teorico
filosoficamente più profondo, accanto ai fratelli August e Friedrich Schlegel. Dopo la morte di Novalis il gruppo
di Jena si scioglie, ma le idee romantiche si diffondono nelle capitali della Germania e dell'Europa.
Esponente principale della scuola romantica di Berlino è il filosofo Friedrich Schleiermacher, autore dei Discorsi
sulla religione, nei quali la religione è posta decisamente al di sopra della metafisica e della morale.
Molto particolare è il clima del romanticismo di Heidelberg, i cui esponenti puntavano a un ritorno al passato con la
rivalutazione del Medioevo, della classicità idealizzata, a volte con sfumature di esotismo, dei valori storico-religiosi e di
libertà e, soprattutto, della tradizione popolare, vista nel mito e nella poesia come una verità metafisica. Oltre all'amore per
la poesia popolare (Achim Von Arnim), per le saghe germaniche e per le fiabe (i fratelli Grimm), per il mondo simbolico
arcaico, si diffonde a Heidelberg lo studio della natura in opposizione al newtonianesimo e al
meccanicismo settecentesco. Già
a Jena aveva preso avvio un'interpretazione teleologica spiritualistica e qualitativa della natura, che vagheggiava la nascita
di una biosofia come scienza unitaria della vita soggettiva ed oggettiva. Queste tendenze fantasiose e mistiche si
accentuano a Heidelber, mettendo capo a intuizioni analogiche che riprendono la sapienza
magica e alchemica precedente la nascita delle scienze moderne.
Il romanticismo di Monaco è caratterizzato dalla conciliazione tra Romanticismo e Cattolicesimo, con la conversione nel
1808 di Schlegel, che diffonde queste nuove concezioni anche a Vienna.
[ tratto da "Tutto Filosofia", Mondadori. ]
Le origini: Rousseau, Kant, Fichte
Il Romanticismo è successivo a un importante sistema di pensiero che ha portato, tra l'altro, ad eventi storicamente rilevanti
come la Rivoluzione Francese. Un elemento di grande interesse per il Romanticismo è, quindi, la continua polemica combattuta
contro l'Illuminismo intellettuale e, sotto certi aspetti, progressista.
Ma partiamo con ordine. La prima reazione nei confronti dell'Illuminismo si ebbe in Inghilterra con
Anthony Shaftesbury e
Francis Hutcheson, i quali, in risposta alla riduzione dell'uomo a ragione e ad amor proprio, contrappongono un uomo
principalmente caratterizzato dal sentimento. Questo pensiero influenzerà molto
Jean-Jacques Rousseau, da molti considerato il
precursore del Romanticismo.
Rousseau considera l'Illuminismo colpevole di aver dato troppa importanza alla riflessione critica e calcolatrice. Tale
riflessione porterebbe alla nascita dell'amor proprio, alle distinzioni e, conseguentemente, alle contrapposizioni, ai paragoni
e al tentativo di primeggiare l'uno sull'altro. Tale volontà di primeggiare farebbe sì che la società moderna diventi il regno
dell'odio reciproco, della diffidenza, delle menzogne... il tutto sapientemente simulato dietro una "facciata per bene".
Ma l'uomo, fa notare Rousseau, non è solo ragione e amor proprio, è soprattutto amor di sé e pietà. L'amor di sé è molto diverso
dell'amor proprio di cui parlano gli Illuministi, e come tale, è al di fuori di ogni riflessione. L'amor di sé non fa paragoni
e conseguentemente non entra in conflitto con gli altri. Pertanto, quando Rousseau prescrive di ritornare alla natura, intende
appunto il "regredire" a una dimensione al di fuori dalla ragione calcolatrice. Ne La Nuova Eloisa vi è, di
conseguenza, il tentativo di far coesistere tra loro sentimento e ragione, affinché non si prevarichino a vicenda.
Insieme a Rousseau, Kant protesta contro l'utilitarismo e l'eudemonismo illuministico, rifiutando la concezione di
amor proprio. Una morale non potrà essere costituita sugli imperativi ipotetici, poiché essi non mirano né all'utile, né alla
felicità, ma verrà fondata sull'imperativo categorico, che porta a considerare un comportamento morale, in modo categorico,
quando questo può essere universalizzabile, giusto in ogni momento e in ogni situazione umana.
Kant e Fichte sottolineano il valore umano dello sforzo morale come manifestazione della libertà umana: la coscienza finita
dell'uomo è uno sforzo verso un ideale di pura razionalità. Il pensiero kantiano riguarda, quindi, una coscienza finita che
riflette sul proprio conoscere, mettendo in luce i limiti e le potenzialità.
Al centro della riflessione morale di Fichte vi è la nozione di streben, ovvero, lo sforzo a cui l'uomo è
chiamato per vincere la sensibilità. La sua visione riguarda una riflessione critica sulla natura del conoscere: è
trascendentale perché trascende il puro conoscere ignaro di sé, ed è sempre un conoscere che non trascende la conoscenza
umana in quanto tale; oltre a ciò, trascendentale è anche ciò che è a priori e che rende possibile la nostra conoscenza.
Muovendo dalla Critica della ragion pratica kantiana, Fichte deduce la praticità della coscienza finita e il suo
essere morale. Ne consegue che l'uomo è soprattutto moralità e che il rigorismo etico propugnato da
Kant è inaccettabile e
opprimente. Fichte fa notare come non tutti gli uomini abbiano lo stesso grado di moralità, ma essa, in misure diverse, sarà
sempre presente in ogni uomo. Esaminando la coscienza pratica, mostra come l'Io finito sia sforzo teso ad attuare l'imperativo
categorico, vincendo la resistenza della sensibilità. La coscienza pratica è composta da un'opposizione e quindi, tesi e
antitesi sono le condizioni preconsce che solamente la riflessione trascendentale riesce a cogliere, mettendole in luce
attraverso l'astrazione; la riflessione trascendentale diventa quindi un retrocedere nella parte inconscia della coscienza.
Senza addentrarmi ulteriormente nel pensiero kantiano o fichtiano, sottolineo come inizialmente la filosofia romantica fu
appunto caratterizzata dal tema della riflessione trascendentale, tipica di Fichte e sviluppatasi a partire dalla dialettica
kantiana, riflessione avente come scopo ultimo la liberazione dello spirito da qualsiasi limitazione esteriore.
Mantenendomi sempre vicina a Kant vorrei far notare come i romantici abbiano stravolto l'insegnamento kantiano, che poneva
l'intelletto al di sopra della ragione, preferendo quest'ultima, intesa come facoltà di conoscere l'infinito, all'intelletto o
facoltà di conoscere il finito. Questo comporterà un eccesso per molti romantici, i quali polemizzeranno in maniera esagerata
con l'intelletto, tanto da estendere la polemica anche alla razionalità, perdendo così qualsiasi possibilità per esporre un
valido pensiero filosofico. E si sa, che se un pensiero filosofico non può venire espresso, che senso ha?
Per i romantici, la ragione non basta per conoscere l'essenza profonda della realtà, ad essa vanno contrapposti il
sentimento, l'istinto, la passione, i quali, già presenti in maniera positiva nell'Illuminismo, vengono approfonditi e
portati alle estreme conseguenze.
La filosofia romantica e i suoi caratteri essenziali
Lo sviluppo portato avanti da pensatori come Fichte,
Friedrich Schleiermacher e Schelling porta a una
celebrazione dello spinozismo, inteso come nostalgia dell'infinito nel finito, della totalità nella parte, del divino nella
natura. Questo comporta, da una parte, la visione positiva di alcuni romantici, tra cui
G.W. Friedrich Hegel, che ritengono l'infinito
raggiungibile attraverso la ragione, dall'altra la visione pessimistica che considera impossibile tale raggiungimento.
Una visione pessimista si ha nelle Ultime Lettere di Jacopo Ortis, dove il protagonista dopo essersi reso conto
dell'impossibilità di raggiungere l'Infinito si suicida. Lo stesso pessimismo, di carattere più cosmico, è ravvisabile
in Giacomo Leopardi per il quale l'uomo non potrà mai raggiungere l'infinito e proverà per questa sua mancanza dolore e
sofferenza senza fine. La visione ottimista, invece, oltre in Hegel, è presente in Fichte e Schelling, i quali
ritengono l'infinito raggiungibile grazie a strumenti che vanno oltre la sensazione, come la religione e l'arte, considerate in
rapporto immediato con l'Assoluto.
Abbiamo quindi, soprattutto in Schelling, una coincidenza tra arte e filosofia, nonché il cruciale tema dell'ironia come
riconoscimento della parzialità manchevole di ogni forma o realtà singola, che viene così annullata tramite la critica,
affinché, oltre questa dissoluzione possa trasparire l'idea di forma infinita.
E' noto il rilievo mosso ai romantici da Hegel in relazione sia al sapere immediato della fede, dell'intuizione e del
sentimento, sia all'ironia come movimento di nullificazione di ogni contenuto oggettivo. All'arbitrio vuoto e alla cattiva
infinità romantica Hegel oppone la propria mediazione dialettico-concettuale; tuttavia, l'identificazione del sapere con
l'assoluto e del finito con l'infinito, rivelano in Hegel una profonda ispirazione romantica, evidente nella
Fenomenologia dello Spirito.
Tutto ciò rivela come per i romantici la spiritualità sia più importante rispetto il materialismo propugnato dall'Illuminismo:
ciò comporta, conseguentemente, una maggiore attenzione all'individualità delle persone. Per il romantico non è importate ciò
che uguale, universale, il bene assoluto seguibile con l'ausilio della ragione ma, è importante il singolo, l'individualità;
da qui partirà l'idea prettamente romantica del genio, di individui privilegiati e superiori rispetto agli altri, capaci di
cogliere la vera essenza del reale. Accanto all'individualità singola viene esaltata l'individualità collettiva, gli usi e i
costumi di un popolo, le differenze di culture; viene, quindi, abbandonata l'idea di universalità astratta propugnata dagli
Illuministi, la quale riteneva possibile raggiungere un "giusto" ovunque con l'aiuto della ragione.
Altri due concetti romantici sono la storia e la natura; mentre nell'illuminismo era prevalso il meccanismo materialista, nel
romanticismo il mondo è dominato dal tutto preso nel suo insieme. La natura non è più una grande macchina, ma è un enorme essere
vivente, riflesso di una spiritualità incomprensibile.
In questo ambiente ritornano pensatori accomunati dalla concezione panteistica della natura, come
Schelling e Baruch Spinoza. La
natura diventa viva e divina; gli scienziati di quest'epoca, cominceranno ad interessarsi al
magnetismo e all'elettricismo,
accomunati dal fatto che entrambi suggeriscono la vitalità della natura.
Gli interessi Romantici si concentrano anche sulla storia. Gli illuministi consideravano la storia piena di errori, ed erano
convinti che esistessero modi razionali per vivere e del fatto che nel passato l'umanità si fosse fatta influenzare troppo dalla
superstizione e dalle credenze.
Per i romantici, invece, la storia non è affatto piena di errori da non commettere mai più; l'attore della storia, al contrario
degli illuministi, è uno solo; lo spirito del mondo. Si manifesta l'idea che ogni popolo, a turno, incarni lo spirito del
mondo e che sia, in un certo senso, investito di una missione ben precisa. La storia è governata da un'entità superiore e
su questi presupposti fioriranno le interpretazioni provvidenzialistiche, tipiche, ad esempio, di
Alessandro Manzoni.
Riguardo il passato, l'atteggiamento dei Romantici oscilla tra due diverse posizioni. Vi furono pensatori che provarono
nostalgia verso il passato: in un'epoca in cui regna l'organicismo, si guarda con simpatia a quelle epoche in cui sono nate
la collettività, i popoli... in particolare, si guarda al medioevo, perché è l'epoca in cui sono nati i popoli e le nazione, la
società veniva vissuta come un tutto organico e non come un luogo in cui gli egoismi personali
prevalevano sull'interesse comune.
Per quanto riguarda religione e politica, gli Illuministi erano convinti dell'esistenza di qualcosa di buono e di giusto,
in assoluto. Essi erano deisti e consideravano le religioni storiche come un tentativo mal riuscito di riprodurre la religione
razionale, capace di dimostrare l'esistenza di Dio con l'aiuto della ragione. Analogamente, credevano nell'esistenza di un
modello razionale di stato giusto applicabile in tutte le realtà umane.
Nel corso dell'età romantica in campo religioso fioriscono due atteggiamenti: il
panteismo, già presente nello Sturm Und Drang,
e il fideismo. Il panteismo, quale idea dell'esistenza di uno spirito immanente al mondo che regge la storia, sarà presente
soprattutto in Johann Goethe. Il fideismo, invece, portato avanti da
Friedrich Heinrich Jacobi, rivendicherà
la priorità della fede su tutto, nella convinzione che soltanto la fede permetta il contatto con l'assoluto.
Caratteristica generale dei diversi romanticismi filosofici è l'abbandono dello spirito messianico e rivoluzionario del primo
romanticismo, con il suo soffio critico e nichilistico, in favore di una tendenza restauratrice, evidente tanto nel
tardo-romanticismo viennese, ancora ispirato da Schlegel dopo la sua conversione al cattolicesimo, quanto nel
romanticismo di Monaco (Franz Von Baader, Carus) e nel romanticismo mistico di Heidelberg (Gorres,
Creuzer, Armin, Grimm).
Concludendo, il pensiero romantico si caratterizza per la polemica contro la meccanica e artificiale logica del progresso
moderno e per l'idealizzazione nostalgica dei rapporti sociali pre-moderni, ispirati a un cristianesimo non ancora corrotto
dalla riflessione critica. In questo ambito si collocano la polemica contro il
razionalismo hegeliano condotta da Schelling
nelle Lezione Monachesi e l'esaltazione delle forze e delle sorgenti irrazionali della vita, nonché nel substrato
profondo dello spirito e dei suoi lati notturni: questi motivi, già avanzati in chiave pessimistica da Shopenhauer e
da Von Harmann, hanno poi finito per caratterizzare il pensiero del cosiddetto secondo romanticismo, o il significato
complessivo dell'esperienza romantica europea.
Filosofi
Novalis, Friedrich Wilhelm Joseph Schelling, August Schlegel,
Friedrich Schlegel, Friedrich Schleiermacher, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Johann Gottlieb Fichte
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Schema Riassuntivo
Si possono individuare sei costanti nel romanticismo: 1. il privilegio del sentimento sull'intuizione; 2. la valorizzazione della
soggettività; 3. una visione tragica della vita; 4. una concezione della natura di tipo energetico-organicistico; 5. una rivalutazione
dell'arte e della religione; 6. una attenzione particolare alla storia. Il gruppo di Jena rivaluta la funzione dell'immaginazione, di
ascendenza kantiana, che diviene l'espressione di una creatività spontanea ed originaria. Nella scuola romantica di Berlino, con Schleiermacher,
la religione è posta al di sopra della metafisica e della morale e ha come fondamento il sentimento umano dell'infinito nel tutto.
I letterati romantici di Heidelb erg puntano a un ritorno al passato con la rivalutazione del Medioevo e della tradizione popolare, vista nel mito e nella poesia come
una verità metafisica. Il romanticismo di Monaco è caratterizzato dalla conciliazione tra romanticismo e cattolicesimo.