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Luigi Pirandello

di BrainDeadKK - scritto il 15 giugno 2008

1867. Sicilia. L’isola è ormai da sette anni annessa al Regno d’Italia, ma la situazione della popolazione non è cambiata, anzi, a peggiorare la vita sopraggiunge una gravissima epidemia di colera, che provoca 53.000 morti. Gli untori vengono identificati nei funzionari venuti dal nord, sui quali si apre una caccia all’uomo, soprattutto a Catania e a Girgenti (il vecchio nome di Agrigento); in questo quadro storico, nasce Luigi Pirandello, il 28 Giugno, nella campagna fuori città, chiamata Caos, secondo figlio di Stefano e di Caterina Ricci Gramitto.
I primi anni sono difficili, segnati dal rapporto con il padre autoritario, che porta i due ad un affetto senza slanci e ciò influirà sul futuro artistico dello scrittore. Pirandello non viene mandato alla scuola pubblica, ma studia a casa con un precettore (i soldi non mancano alla famiglia), che si rivelerà un insegnante pedante, di cui si vendicherà da adulto, facendolo diventare il protagonista buffo di un brano, La Scelta.
Il padre vorrebbe che fosse il suo sostituto alla guida della zolfara, ma Luigi proprio non riesce a farsi piacere i numeri e la matematica, al quale sfugge grazie ad un piccolo complotto fra la madre e uno zio, che lo iscrivono, all’insaputa del padre, al Ginnasio.
Nel 1883, Stefano Pirandello si fa imbrogliare da due colleghi e vede svanire tutti i risparmi, ma il fratello, fortunatamente, gli corre in aiuto, che gli consiglia di cambiare città; come destinazione del trasferimento viene scelta Palermo, dove Luigi inizia a scrivere i primi versi, ispirati dai classici, dal romanticismo, successivamente dal Carducci e da Arturo Graf. La sua poesia rimarrà comunque modesta, senza slanci di sorta e le varie raccolte di questi anni (Mal Giocondo, Pasqua di Gea ed Elegie Renane, scritte nel suo viaggio in Germania su imitazioni di Goethe) non presentano particolare interesse.
Una svolta decisiva nella sua vita è la lettura del Goldoni, che, insinua nel giovane Pirandello la passione per il teatro, mentre il rapporto con il padre diventa sempre più problematico, dopo aver scoperto una sua scappatella. Intanto, nel 1886, finisce il liceo e si fidanza con la cugina Lina, i cui genitori chiedono al nipote una sicurezza finanziaria, per cui Luigi riesce a convincere il padre a farlo lavorare nella zolfara, ma quell’occupazione non fa per lui, allora ritorna a Palermo per studiare all’università e si iscrive a Lettere e a Legge, quest’ultima lasciata dopo due anni, ma sia le pressioni degli zii per spingerlo a lavorare, sia la volontà di voler star lontano dalle distrazioni, lo convincono a trasferirsi a Roma, ma l’espulsione dall’università, in seguito a una sua correzione su un errore di un professore, lo spingono a proseguire gli studi in Germania (all’epoca centro culturale europeo), che finirà nel 1891 con la tesi “Suoni e sviluppi di suono della parlata di Girgenti”; tornato in Italia, lascia Lina, dopo averla tradita in terra tedesca, e va a vivere a Roma, dove scrive i suoi due primi romanzi: L’esclusa e Il turno, dopo di che il padre gli trova una nuova fidanzata, Antonietta Portulano, figlia di un suo socio d’affari, ma sia il matrimonio che l’alleanza finanziaria si rivelano problematici, perché Antonietta è colpita da una mezza paralisi e il sodalizio tra i due zolfari risulterà un disastro, che coinvolgerà tutti, compreso lo scrittore, che inizia ad insegnare per portare mandare avanti la famiglia (la moglie più tre figli), dando lezioni di tedesco.
Su commissione de La Nuova Antologia, pubblica il suo primo vero romanzo, Il fu Mattia Pascal, che gli frutterà un enorme successo di pubblico, non solo in Italia e oltretutto riceve elogi anche da parte di suoi acerrimi oppositori, come Benedetto Croce.
Antonietta, dopo essersi ripresa, inizia a soffrire di attacchi di gelosia isterica, che la porterà, dopo qualche anno, al manicomio. Esce il secondo romanzo di Pirandello, intitolato I vecchi e i giovani, che tratta della lotta tra la generazione dei vecchi politici, come Crispi, e quella dei giovani liberali; inoltre iniziano a essere pubblicate le sue Novelle, sempre singolari, dalle quali traspaiono i problemi, i ricordi e i sentimenti della sua vita privata.
Arriva il 1915, l’Italia entra in guerra a fianco dell’Intesa e Pirandello appoggia la partenza volontaria del figlio ventenne, Stefano, anche grazie all’educazione patriottico-risorgimentale, ricevuta dal padre. In quello stesso anno gli muore la madre, la moglie peggiora notevolmente e si perdono le tracce del figlio, che, si scoprirà più tardi essere nelle mani degli austriaci; a questo punto lo scrittore mette da parte il suo anticlericalismo e si rivolge in Vaticano per avere un aiuto nella liberazione del figlio, ma, quando viene a conoscenza che il nemico vuole in cambio tre soldati prigionieri degli italiani, ritenuti “tipi nocivi” dal comando centrale, rinuncia allo scambio e attende speranzoso il ritorno di Stefano, che avverrà solo a guerra finita.
Nel 1919 si candida nelle liste fasciste per il parlamento, ma non ha molto successo.
Dopo alcune commedie scritte in dialetto, nel 1917 esce Cosi è (se vi pare) , opera che diventa immediatamente famosa e apre ufficialmente la carriera teatrale di Pirandello, che proseguirà con Sei personaggi in cerca di autore (1921), Enrico IV (1922) e Ciascuno a modo suo (1924). Questi tre capolavori fanno sì che l’artista siciliano sia osannato, discusso, esaltato e insultato in tutto il mondo. Nasce addirittura un neologismo, “pirandellismo”, per descrivere il contorcersi della dialettica, l’esasperato gioco della logica e dell’antilogica, la battaglia fra parola e pensiero, tra fantasia e realtà, tra artificio e verità. In mezzo a tutti questi successi un solo dolore: la partenza in Cile della figlia prediletta Lietta.
L’onda del successo non finisce, le sue opere, nel bene o nel male, vengono commentate sempre dai giornali, conosce e si innamora dell’attrice Marta Abba, in un periodo di dispiaceri, oltre a quelli finanziari, muore il padre e i rapporti con i suoi figli maschi si complicano: da questo momento in avanti la parabola ascendente di Pirandello si spegne, inizia a viaggiare per l’Europa e gli onori ricevuti, come il premio Nobel, non fanno altro che ricordargli un passato prestigioso.
Muore di angina pectoris il 10 dicembre 1936. Il suo corpo verrà cremato per sua volontà e le ceneri, dopo dieci anni trascorsi al cimitero del Verano a Roma,verranno portate a Girgenti, suo paese natale.

Dati generali

All'Anagrafe Luigi Pirandello
Nato Agrigento, Italia, 28 giugno 1967
Morto Roma, 10 dicembre 1936
Occupazione drammaturgo, scrittore e poeta
Nazionalità italiana
Nobel per la letteratura (1934)

Opere

Amori senza amore 1894
Beffe della morte e della vita 1902
Quand'ero matto 1902
Il turno 1902
Bianche e nere 1904
Arte e Scena 1904
Il fu mattia Pascal 1904
Ermes Bifronte 1906
L'umorismo 1908
L'Esclusa 1908
La morsa 1910
La vita nuda 1911
Suo marito 1911
Terzetti 1912
Il dovere del medico 1913
I vecchi e i giovani 1913
Ceca 1913
Le due maschere 1914
La trappola 1915
Erba del nostro orto 1915
All'uscita 1916
La ragione degli altri 1917
Pensaci, Giacomino! 1917
Liolà 1917
Così è (se vi pare) 1918
Il piacere dell'onesta 1918
Berecche e la guerra 1919
La patente 1919
Il gioco delle parti 1919
L'uomo, la bestia e la virtù 1919
Ma non è una cosa seria 1919
Tutto per bene 1920
Il berretto a sonagli 1920
L'innesto 1921
Come prima, meglio di prima 1921
Sei personaggi in cerca d'autore 1921
Novelle per un anno 1922 - 1937
Enrico IV 1922
La signora Morii, una e due 1922
Vestire gli ignudi 1923
L'uomo dal fiore in bocca 1923
La vita che ti diedi 1924
Sagra del Signore della Nave 1924
Ciascuno a suo modo 1924
Quaderni di Serafino Gubbio operatore 1925
L'altro Aglio 1925
La giara 1925
L'imbecille 1926
Uno, nessuno e centomila 1926
Diana e la Tuda 1927
L'amica delle mogli 1927
La nuova colonia 1928
Bellavita 1928
Sogno (ma forse no) 1929
O di uno o di nessuno 1929
Lazzaro 1929
Questa sera si recita a soggetto 1930
Come tu mi vuoi 1930
I giganti della montagna 1931

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www.pirandelloweb.com



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