Neoclassicismo e Preromanticismo
di nerofluo
L'interesse per le forme dell'arte classica, negli ultimi decenni del settecento, andava risvegliandosi, da una parte
in seguito alle importanti scoperte archeologiche di Pompei e di Ercolano, dall'altra parte grazie all'opera di un
noto archeologo tedesco Johann Joachim Winckelmann, il quale sosteneva la superiorità dell'arte greca, realizzatrice
dell'ideale del bello assoluto ed eterno. Essenza di questa bellezza era una nobile semplicità ed una calma grandezza che
nasceva dal dominio delle passioni e dell'armonia interiore. Le sue teorie fornirono all'estetica neoclassica i principi
fondamentali: l'arte e la letteratura dovevano trasfigurare la realtà in forme perfette, ovvero, esse dovevano mirare al
bello ideale.
Oltre a questo, i protagonisti della Rivoluzione francese guardavano ad Atene, Sparta e Roma come modelli di vita repubblicana
libera, virtuosa, forte. Un esempio eloquente di questo classicismo sono le opere pittoriche di Jacques-Louis David,
Il giuramento degli Orazi e Il Ratto delle Sabine.
Nell'età napoleonica, cessa la celebrazione delle virtù libertarie e repubblicane e si tende ad assimilare il regno
napoleonico alle forme imperiali romane. Tuttavia, al di là del neoclassicismo scenografico, vi era nell'età napoleonica, un
neoclassicismo dalle motivazioni più profonde e nuove, che raccoglie tutto ciò che vi è di autentico nella lezione di Winchelmann. Ricordiamo a tal proposito Ugo Foscolo, nelle Grazie, dove l'antico, visto come un mondo di armonia,
bellezza, vitalità e serenità , viene contrapposto al presente inerte, oscuro e imbarbarito: un'alternativa al reo tempo
delle delusioni politiche, del dispotismo e della ferocia disumana della guerra. Alla base di questo "sentimento" vi è una
disposizione d'animo chiaramente romantica, e come osserva Binni "la grande poesia delle Grazie, mentre realizzava i principi
della poetica neoclassica, li superava romanticamente". Per Foscolo la civiltà italiana ha raccolto l'eredità di quella greca
e ne ha continuato lo spirito e le forme: l'antico non è quindi un paradiso interamente perduto, semplice oggetto di una
nostalgia disperata.
Negli ultimi decenni del Settecento e nei primi dell'Ottocento assistiamo alla comparsa di tendenze opposte a quelle
neoclassiche; se il gusto neoclassico è caratterizzato dalla compostezza, dalla calma, dalla serenità , dal dominio del mondo
passionale, dalla contemplazione di un bello oggettivo ed ideale, dall'armonia delle linee e dalla luminosità levigata e
nitida delle forme, le nuove tendenze è contraddistinta dall'esasperazione passionale e soggettiva, dalla concentrazione
gelosa sull'io, dall'amore per il primitivo, il barbarico e l'esotico, dall'attenzione ad atmosfere malinconiche e lugubri,
cupe e tenebrose, dominate dall'idea e dalla presenza ossessiva della morte e dalla predilezione per una natura grandiosa,
selvaggia, tempestosa, desolata.
Queste tendenze penetrarono in Italia già verso la fine del Settecento, grazie alla diffusione di opere straniere. Il gusto
del sentimentale, l'attenzione alla vita del cuore, la predilezione per la commozione e le situazioni affettuose, sono legati
alla diffusione delle opere di Jean-Jacques Rousseau, in particolare del romanzo epistolare Julie o la Nuova Eloisa (1761).
Accanto alle opere di Rousseau, molta influenza ebbero anche i romanzi epistolari di Samuel Richardson,
Pamela (1740-1742) e Clarissa (1748) e il romanzo giovanile di Johann Wolfgang Von Goethe,
I dolori del giovane Werther (1774).
Il romanzo goethiano scaturisce però da un altro movimento, che costituisce un preannuncio del futuro Romanticismo, lo
Sturm und Drang; un movimento letterario attivo in Germania tra il 1770 e il 1785. Le opere più
significative scaturite da quel clima culturale furono oltre al Werther, la prima redazione del
Faust di Goethe e I masnadieri (1783) di Johann Christoph Friedrich Schiller . Altri rappresentanti
furono Friedrich Miximilian Klinger, autore del dramma Sturm und drang (tempesta ed impeto, 1776), che diede poi
il nome al movimento, Micheal R. Lenz, autore de
I soldati, Heinrich Wagner autore de L'Infanticida e Friedrich Muller, autore della
Situazione di vita del dottor Faust.
Gli Sturmer prediligevano la forma scritta del romanzo ed erano influenzati principalmente dal filosofo Herder,
che esaltava la superiorità dello spirito tedesco, il genio del popolo e la poesia polare, ma anche da Rousseau che celebrava
la natura contro l'artificiosità della civiltà . Motivo dominante dello Sturm und Drang era la passionalità primitiva e
selvaggia, l'ansia di libertà assoluta che infrangesse ogni limite; si ha il culto del genio, delle grandi individualità ,
insofferenti di ogni costrizione. Sul piano letterario, ne scaturiva il rifiuto di ogni classicismo, l'insofferenza nei
confronti di ogni regola, l'idea dell'arte come libera espressione senza freni della genialità individuale.
Molta fama ebbero anche i Canti di Ossian, poemetti in prosa lirica pubblicati a partire dal 1761 dallo scozzese
James Macpherson, come traduzioni dei poemi dell'antico bardo Ossian del III secolo d.C.; in realtà si trattava di un
abile falso dello stesso Macpherson che rielaborava motivi di antichi canti popolari, e li inseriva in una struttura epica.
Nell'opera sono presenti l'esaltazione della virtù guerriera e cavalleresca, che si rifà al mito roussoviano della bontà
originaria dell'uomo primitivo, storie degli amori appassionati e infelici, descrizioni di paesaggi cupi e desolati,
atmosfere tempestose e visioni notturne e spettrali.
Sempre in Inghilterra si diffuse la poesia cimiteriale. Gli esponenti più noti furono Edward Young autore de
Il lamento, o Pensieri notturni (1742-45), una serie di riflessioni in versi sulla morte, e
Thomas Gray autore dell'Elegia scritta in un cimitero campestre
(1750), in cui si celebra il valore delle esistenze oscure degli umili sepolti in un cimitero di campagna. Anche questo
tipo di poesia ebbe diffusione in Italia: ne risentì Ippolito Pindemonte, che aveva avviato la composizione di un
poemetto, Cimiteri, quando la lettura dei Sepolcri di Foscolo lo dissuase dal continuare, ed essendo il carme
foscoliano diretto in forma di epistola in versi proprio a lui, riprese l'argomento come risposta ai versi dell'amico.
Pindemonte fu autore di Poesie Campestri (1788) e Prose Campestri (1795), dove ricorrono momenti di dolce
fantasticare davanti a paesaggi idillici.
Ai Pensieri Notturni di Young s'ispirano le Notti Clementine (1775) di Aurelio Bertola scritte per la morte di
papa Clemente XIV. Bertola, conoscitore della letteratura tedesca, fu mediatore tra cultura nordica e cultura italiana con
l'Idea della poesia alemanna (1779) e fu autore di
Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni, dove, affiora una nuova sensibilità per la natura, preromantica. Alla poesia cimiteriale si
collegano, seppur in maniera problematica, i
Sepolcri di Foscolo.
Per tutte queste manifestazioni si è soliti parlare di Preromanticismo, poichà© i loro aspetti salienti si ritroveranno poi, nei primi
decenni dell'Ottocento nella letteratura romantica. Il concetto e il termine sono stati contestati in quanto impoverirebbero la nozione
di Romanticismo; di conseguenza si preferisce considerare tali manifestazioni come fenomeni ancora del tutto interni alla cultura
illuminista.
In realtà , le tendenze esaminate non tollerano di essere ridotte entro quei confini: esse sono indubbiamente già i sintomi di una
visione del mondo e di una sensibilità nuove, ovvero, il riflesso delle inquietudini di un'età che avverte come sia ormai prossimo a
crollare un ordine secolare, sia nelle sue strutture politiche, sociali, economiche, sia in quelle culturali.
Il Romanticismo sarà il frutto culturale maturo di questi sconvolgimenti rivoluzionari. La nozione di preromanticismo ha valore dal
punto di vista storico purchè conservando il prefisso pre- stia ad indicare sintomi che preannunciano ciò che accadrà in seguito.
Neoclassicismo e Preromanticismo, nelle caratteristiche che li individuano, appaiono tendenze tra loro opposte e a prima vista
inconciliabili. In realtà , sono fenomeni diversi che scaturiscono dalla stessa radice, manifestazioni complementari di una stessa crisi
di fondo. Entrambi vanno visti come la ricerca di un'alternativa all'esistente che delude: per il Neoclassicismo l'alternativa è data
dall'iperuranio ideale della bellezza e dell'armonia, lontano dagli orrori della storia; per il Preromanticismo, invece, l'alternativa
va rinvenuta nella profondità dell'Io, nella natura sentita in termini di comunione con la vita del soggetto, nel primitivo come sede di
autenticità vitale
Autori essenziali
Johann Joachim Winckelmann
Jean-Jacques Rousseau
Ugo Foscolo
Johann Wolfgang Von Goethe
Johann Christoph Friedrich Schiller
Samuel Richardson
Friedrich Miximilian Klinger
Micheal R. Lenz
Friedrich Muller
James Macpherson
Edward Young
Thomas Gray
Ippolito Pindemonte
Aurelio Bertola
Libri consigliati
Storia dell'arte nell'antichità , J.J. Winckelmann
Julie o la nuova Eloisa, Jean-Jacques Rousseau
I dolori del giovane Werther, Johann Wolfgang Von Goethe
I Masnadieri, Johann Christoph Friedrich Schiller
Ultime lettere di Jacopo Ortis, Ugo Foscolo
Odi e Sonetti, Ugo Foscolo
Vedi Anche
Romanticismo, Illuminismo