Dario Argento
di nerofluo -
scritto l'11 maggio 2008
Nato a Roma, il 7 settembre 1940, Dario Argento familiarizza fin dall’infanzia con l’ambiente cinematografico. Suo padre, Salvatore, è un critico e produttore cinematografico per la Unitalia Film; sua madre, Elda Luxardo, ex modella brasiliana, è la prima fotografa di moda e di cinema del secondo dopoguerra.
Dario dimostra fin dal periodo adolescenziale la propria singolare personalità. E’ impetuoso, sensibile, insofferente. S’iscrive al liceo classico, lasciandolo solo al secondo anno, a causa di un’incomprensione con un docente. Abbandonata la scuola, scappa di casa e inizia a vagabondare sia in Italia che all’estero, finché non giunge a Parigi,
dove vive per un periodo.
Ritornato in Italia, inizia a lavorare come critico cinematografico per un quotidiano romano, il Paese Sera, rivelando, fin da subito, il proprio carattere innovativo, grazie ai suoi pezzi sempre controcorrente e capaci di spiazzare il lettore abituato al conformismo della critica ufficiale. Inizia ad apprezzare generi bistrattati, come il giallo e il western, proclamando capolavori i film di Alfred Hitchcock e John Ford. Si guadagna il sostegno da parte del giornale Cahiers du cinema, ma viene ripreso dal direttore della testata per la quale scrive.
L’amicizia con Sergio Leone, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Patroni è il tacito segno del futuro di sceneggiatore che s’intravede all’orizzonte.
Il suo primo lavoro è una collaborazione con Sergio Amidei per la sceneggiatura
del film Scusi, lei è favorevole o contrario? del 1967, al quale seguono: Cimitero senza croci, La Stagione dei sensi, La rivoluzione sessuale, Probabilità zero, Oggi a me… domani a te, Comandamenti per un gangster, Un esercito di cinque uomini, La legione dei dannati e Metti una sera a cena.
Tornato da un viaggio in Tunisia, su ispirazione di un racconto di Fredric Brown La statua che urla, scrive la sceneggiatura per L’uccello dalle piume di cristallo.
Il soggetto gli sembra buono, ma, a causa della propria intolleranza nei confronti degli aspetti “tecnici” del cinema, è riluttante a mettersi dietro la macchina da presa. Inizia a sottoporre la sceneggiatura a diversi produttori cinematografici, che si mostrano interessati all’idea, ma che non se la sentono di mettere soldi in un “thriller ambientato in Italia”.
Nonostante la possibilità di veder realizzato il suo film sembra diventare ogni giorno più labile, Dario non demorde: difende a spada tratta il suo film e la sua ambientazione, convinto che è proprio quest’ultima l’arma vincente del film. In un paese abituato a vedere i thriller ambientati sempre all’estero (come se psicopatici, assassini, serial killer non potessero esistere a “casa sua”), un giallo ambientato all’interno dei suoi confini è un qualcosa di veramente innovativo.
Bisogna aspettare l’intervento paterno, per condurre in porto la realizzazione del film. Salvatore Argento, un po’ per fiducia nel figlio, un po’ perché riconosce il valore della pellicola, decide di impiegare parte del suo denaro nella costituzione di una piccola società di produzione la S.E.D.A. Spettacoli.
Grazie alla manovra del padre, in sei settimane, affiancato dagli amici Tony Musante (protagonista) e Vittorio Storaro (direttore di fotografia), viene completato L’uccello delle piume di cristallo. E’ il 1970
La pellicola viene accolta tiepidamente, ma, nel giro di qualche tempo, si fa valere grazie, anche, alle musiche firmate da Ennio Morricone e alla fotografia di Vittorio Storaro. Il film viene distribuito in tutto il mondo, con un buon successo di pubblico,
ma un giudizio critico non completamente positivo: troppo sangue è l’accusa principale che gli viene mossa.
Nel 1971, Il gatto a nove code e Quattro mosche di velluto grigio confermano Dario Argento come uno dei maestri del suspence.
In particolare, egli sperimenta un modo innovativo d’intendere il cinema thriller/horror e sviluppa nuove tecniche per incrementare la tensione emotiva nel pubblico.
Hanno la caratteristica, rispetto ai successivi film, di essere “realistici”. Il telespettatore viene catapultato in un’atmosfera carica e inquietante, pervasa dall’ininterrotto dubbio che prima o poi qualcosa dovrà accadere.
La tensione emotiva è sorretta, inoltre, da un colonna sonora importante che Dario affida, per questa trilogia, a un grande della musica: Ennio Morricone.
Dopo la nascita della figlia, Fiore, divorzia da Marina Casale ed allaccia una relazione con Daria Nicolodi, futura madre di Asia.
E’ di questo periodo, l’amicizia con Nanni Balestrini, insieme al quale scrive il film storico Le Cinque Giornate. Uscito nel 1974, si qualifica come l’unico film non legato al genere thriller/horror.
In questo film, Dario ha un concetto tutto suo di “film storico”: egli mette da parte il contesto storico-politico, concentrandosi, quasi esclusivamente, sull’estetica della fotografia e sul linguaggio adottato. Cinque giornate diventa quasi un esercizio di stile, poco apprezzato dalla critica e dagli ambienti politici, tanto da far guadagnare al suo regista l’accusa di aver voluto trattare il cinema colto e intellettuale alla stregua dei suoi b-movie.
L’esperienza non viene ripetuta, e Dario ritorna al cinema thriller-horror con due episodi della serie televisiva La porta sul buio (Testimone Oculare e Il Tram), che realizza in toni più morbidi per adattarli alla “sensibilità” del pubblico televisivo.
Finalmente, nel 1975, esce quello che è considerato il suo capolavoro, Profondo Rosso. Una pellicola dove Argento amalgama tutte le esperienze fatte con le precedenti opere: inquadrature originali, modalità di ripresa innovative, sceneggiatura solida, ambientazione nostrana.
Due anni dopo, con Suspiria, Dario inaugura il proprio filone thriller-fantastico che diventerà, con i successivi lavori, quasi un marchio di fabbrica.
Il film, ispirato a un romanzo di Thomas De Quincey “Suspiria de profundis” è il primo di una Trilogia che continua con il successivo Inferno del 1980 e si concluderà ben diciassette anni dopo, con La terza madre.
Sia Suspiria che Inferno sono favole oscure dai risvolti paranormali e stregoneschi,
basate su tematiche horror fortemente oniriche.
Con Tenebre, del 1982, incentrato sull’opera di un serial killer, Argento ritorna ad esplorare i meccanismi del giallo. Come già aveva fatto con opere precedenti, Argento fa coincidere il punto di vista (pdV) con quello dell’assassino, facendo ampio ricorso a particolari tecniche di ripresa.
Verso la metà degli anni ’80, la sua vita privata attraversa un periodo buio: viene arrestato per possesso di droga e condannato a tre giorni di carcere, e, come se non bastasse, il Teatro Sferisterio di Macerata gli nega la regia del Rigoletto di Verdi, accusandolo di prendersi troppe libertà stilistiche.
Nonostante i problemi, la produzione cinematografica di Argento non si ferma. Cura le produzioni di
Lamberto Bava, Demoni e Demoni 2, rispettivamente del 1985 e del 1986, e dirige Phenomena, sempre nel 1985. Il film si qualifica come un ottimo esempio di fusione di generi: il giallo viene invaso dal fantastico e dal paranormale, dando vita a una favola cupa, ad alta tensione, dal disturbante simbolismo.
Nel 1987, Dario approda nuovamente alla televisione grazie a una collaborazione con Enzo Tortora. Diventato ospite fisso della trasmissione Giallo, racconta i retroscena dei suoi film e si ritaglia uno spazio per proiettare dei cortometraggi da lui prodotti che hanno per protagonisti i telespettatori. Questa volta, Dario non ammorbidisce il tiro e le scene cruenti danno vita a una polemica dei telespettatori più sensibili. La controversia porterà a una rottura, sia con la RAI che con Enzo Tortora.
Nello stesso anno, dirige Opera, primo lavoro collegato alla realtà “operistica” e ambientato in un teatro durante la preparazione del Macbeth di Giuseppe Verdi.
La pellicola viene ricordata per la cosiddetta “maledizione di Macbeth”, che secondo Dario aveva preso di mira il film.
Da qui, in poi, inizia il declino di Argento. Il regista non riesce ad affiancare alle buone idee, sceneggiature altrettanto interessanti.
Ispirandosi ai racconti di
Edgar Allan Poe, dirige, insieme a Romero, Due occhi diabolici, nel 1990, un film suddiviso in due episodi. Il risultato non è all’altezza dei precedenti lavori.
Con Trauma, del 1992, Argento lavora, per la prima volta, con la figlia Asia Argento, che sarà la protagonista anche dei successivi La sindrome di Stendhal, del 1996 e Il fantasma dell’opera, del 1998.
In particolare, Trauma è da molti considerato un remake di Profondo Rosso, in terra americana, mentre La sindrome di Stendhal vede il ritorno alla colonna sonora di Ennio Morricone (i precedenti lavori come Profondo Rosso, Tenebre erano stati affidati a Claudio Simonetti) e alle ambientazioni italiane.
Il nuovo millennio si apre con la pellicola Non ho sonno, del 2000, girato interamente a Torino. Il maestro dell’horror, con questo thriller, ricalca i fasti di un tempo, ma è sempre lontano da capolavori come Profondo Rosso e Phenomena.
Con Il Cartaio, del 2004, le reazioni sono discordanti: c’è chi lo considera un buon ritorno al giallo degli inizi, chi lo liquida come il peggiore film del regista, a causa della recitazione scadente e delle atmosfere televisive.
L’anno successivo, Argento dirige un giallo televisivo Ti piace Hitchcock? e, sempre per la televisione, realizza, negli Stati Uniti, due episodi, Jenifer e Pelts per la serie horror Masters of Horror.
La stesura e le riprese sono frettolose e il risultato è appena passabile. La mente di Argento è già proiettata al futuro, al suo nuovo film, La Terza Madre, ultimo capitolo della “Trilogia delle Tre Madri”, iniziata con Suspiria e continuata con Inferno.
Il film viene presentato in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Toronto il 7 settembre 2007.
Attualmente, Dario Argento è impegnato nella realizzazione di un nuovo film, intitolato provvisoriamente Giallo.
Dati generali
All’anagrafe: Dario Argento
Nato a: Roma, il 7 settembre 1940
Professione: regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, attore
Filmografia
Scusi, lei è favorevole o contrario?, 1967 – collaborazione alla sceneggiatura
Qualcuno ha tradito, 1967 – sceneggiatura
Oggi a me… domani a te!, 1967 - sceneggiatura, soggetto
Comandamenti per un gangster, 1967 – sceneggiatura, soggetto
Commandos, 1968 - sceneggiatura
La rivoluzione sessuale, 1968 - sceneggiatura
C’era una volta il West, 1968 – soggetto
Cimitero senza croci, 1968 – sceneggiatura, soggetto
Probabilità zero, 1968 – sceneggiatura, soggetto
Metti una sera a cena, 1969 - Sceneggiatura
Probabilità zero, 1969 - Soggetto
La legione dei dannati, 1969 - sceneggiatura
Un esercito di cinque uomini, 1969 – sceneggiatura, soggetto
La stagione dei sensi, 1969 - sceneggiatura
L’uccello dalle piume di cristallo, 1970 – regia, sceneggiatura, soggetto
Il gatto a nove code, 1971 – regia, sceneggiatura, soggetto
4 mosche di velluto grigio, 1971 – regia, sceneggiatura, soggetto
Così sia, 1972 – sceneggiatura
Il tram, 1973 – regia, sceneggiatura, soggetto
Testimone oculare, 1973 - regista
Le cinque giornate, 1973 – regia, sceneggiatura, soggetto
Profondo rosso, 1975 – regia, sceneggiatura, soggetto
Suspiria, 1976 – regia, sceneggiatura, soggetto, musiche
Inferno, 1979 – regia, sceneggiatura, soggetto
Tenebre, 1982 – regia, sceneggiatura, soggetto
Phenomena, 1984 – regia, sceneggiatura, soggetto
Dèmoni, 1985 – sceneggiatura
Demoni 2… l’incubo ritorna, 1986 – sceneggiatura, soggetto
Opera, 1987 – regia, sceneggiatura, soggetto
La Chiesa, 1989 – sceneggiatura, soggetto
Due Occhi Diabolici, 1989 – regia, sceneggiatura
La setta, 1991 – sceneggiatura, soggetto
Amore all’ultimo morso, 1992 – attore
Trauma, 1993 - regia, sceneggiatura, montaggio, soggetto
Il cielo è sempre più blu, 1995 – attore
La Sindrome di Stendhal, 1996 – regia, sceneggiatura, soggetto
M.D.C. – Maschera di cera, 1997 - soggetto
Il fantasma dell'opera, 1998 – regia, sceneggiatura
Bellissimo: Immagini del cinema italiano, 200 – attore
Non ho sonno, 2001 – regia, sceneggiatura, soggetto
Il Cartaio, 2003 – regia, sceneggiatura, soggetto
Hanging Shadows. Perspective on Italian Horror Cinema, 2005 - attore
Ti piace Hitchcock?, 2005 – regia, sceneggiatura, soggetto
Jenifer (Masters of Horror), 2005 – regia
Pelts (Maters of Horror), 2006 – regia
La Terza Madre, 2007 – regia, sceneggiatura
Giallo (?), 2008
Aforismi
«E’ il mondo del cinema che m’interessa. Nel mezzo di una scena inventata da me c’è una citazione, un parallelo con una scena che ho già visto, può provenire indifferentemente dall’espressionismo tedesco o dal cinema sperimentale.»
«A me fa paura l’idea di avere una visione mistica. Già ho tanti incubi la notte! Mi ci mancherebbe anche una visione sacra!»
«I miei film non sono solo horror, ma sono anche pieni d’amore, di passioni e di ironia.»
«Le favole sono piene di cose terrificanti. Io sono stato profondamente segnato dai racconti di una vecchia zia. E visto che ho avuto un’infanzia quasi banale nella sua serenità, credo che quelle storie siano all’origine del mio lato oscuro, di una certa parte della mia immaginazione.»
«Di solito ho un rapporto molto tormentato con gli interpreti, fin dalla mia prima esperienza. Quando giravo “L’uccello dalle piume di cristallo, nel ’69, tra me e Tony Musante c’era un tale odio che alla fine delle riprese è venuto sotto casa mia per menarmi, ma io non gli ho aperto la porta.»
«Non puoi frenare i tuoi sogni. Quando lavoro a un progetto, penso sempre ad altro, scrivo articoli e racconti. Ho una specie di febbre che mi corrode l’anima.»
«Da ragazzina ero ossessionata dall’idea di non essere normale, ma quando ho visto le immagini dei film di Dario Argento ho sentito che mi veniva concessa la possibilità di stare al mondo. Sono numerosi i suoi sostenitori che, come me, dopo aver visto i suoi film hanno addirittura rinunciato all’idea di suicidarsi.» (Banana Yoshimoto)
Collegamenti
Sito Ufficiale
Vedi anche
Lamberto Bava, b-movies,
Edgar Allan Poe