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Zoroastrismo

di nerofluo - ultima revisione 21 ottobre 2007

Zoroastrismo è il nome dato a una delle più antiche religioni viventi nata nell'Iran antico o preislamico. Prende il nome dal suo fondatore Zoroastro (o Zarathustra), vissuto in Persia tra il 1000 e il VII-VI secolo a.C. Essa si presenta come una riforma del Mazdeismo, combina elementi del monoteismo e del dualismo e pare abbia influenzato il Giudaismo, il Mitraismo, il Manicheismo, il Mandeismo e il Cristianesimo.


In origine, gli Ariani, di origine indoeuropee, erano divisi in Indiani e Irani: parlavano la stessa lingua e seguivano la stessa religione. Con il passare del tempo, in seguito a varie separazioni, gli Indiani diedero vita a una concezione ascetica, gli Irani abbracciarono una concezione pragmatica, legata al destino dell'uomo e ad una visione profetica. Questa religione ha molti punti in comune con il buddhismo, nato in India nello stesso periodo. Entrambi i movimenti nascono come protesta contro le pratiche crudeli e i riti sanguinari delle antiche religioni ariane; mentre il buddhismo era un'espressione del popolo, il zoroastrismo era una manifestazione della classe aristocratica, il primo ebbe più diffusione del secondo.

Della vita del profeta non si sa molto e tutto sembra essere avvolto da un'aurea inevitabile di mistero. Zarathustra era di stirpe reale e si racconta che quando nacque, la terrà tremò, i ruscelli cantarono e i malvagi tentarono di ucciderlo. Adolescente si ritirò in meditazione nel deserto, dove i Deva lo tentarono promettendogli potere e ricchezza. Egli rifiutò dicendo: «No, io non rinnegherò la buona religione degli adoratori di Mazda, no, anche se vita, membra ed anima dovessero disgregarsi». Dopo questo evento il Dio buono gli appare e Zarathustra incominciò a predicare la nuova religione. Il suo cammino si fa molto difficile e il suo predicare alimenta incomprensioni e disappunto, finché nella Battriana il Re Visthaspa lo ascolta, lo protegge e si converte al suo insegnamento. La popolazione locale continuamente esposta al pericolo delle invasioni nomadi, si mostrò ben disposta ad accettare una nuova religione basata sulla salvezza.

La documentazione relativa alle origini dello zoroastrismo è molto scarsa. L'Avesta, noto anche come Zend Avesta, venne tramandato per secoli per via orale e soltanto a partire dal III secolo d.C. venne messo per iscritto. Fanno parte dell'Avesta, le Gth, inni religiosi che la tradizione attribuisce allo stesso Zarathustra, gli Yasht, inni posteriori in onore di divinità minori e i Videvdat, testi che riguardano i demoni.

Zaratustra oppose alla concezione fatalistica la sua religione basata sulla lotta contro il male. Le armi per combattere il male sono: pensiero puro, parola pura e azione pura. Prima della riforma di Zaratustra era diffusa una concezione panteistica legata alla natura, dove le forze benevole o malevole erano personificate negli eventi naturali. Con l'arrivo di Zaratustra si da vita all'era del monoteismo.
Nodo centrale dello Zoroastrismo è la costante lotta tra il bene e il male. Agli inizi della creazione, esiste il dio supremo, Ahura Mazda, che significa Signore Saggio, caratterizzato da luce infinita, onniscienza e bontà. Egli è accompagnato da sette esseri (Amesha Spenta), detti i "santi immortali", responsabili delle sette creazioni dell'antica cosmogonia. A un certo punto, dal dio supremo sono emanati due spiriti contrapposti, Spenta Mainyu, lo spirito del bene e Angra Mainyu, lo spirito del male o Spirito Distruttore. Essi sono come due gemelli eternamente in lotta tra di loro. Il conflitto interessa l'intero universo, inclusa l'umanità, alla quale è richiesto quale via seguire: la via del bene e della giustizia (Asha) che porta alla felicità o la via del male che porta all'infelicità, all'inimicizia e alla guerra.
Secondo Eliade, la religione di Zarathustra non è dualistica, perché l'opposizione avviene a livello degli spiriti emanati dal Dio Supremo. Come il bene origina le figure divine benefiche, così il male genera quelle malefiche. Nel zoroastrismo non esiste determinismo, l'uomo è libero di scegliere, come fece Angra Mainyu, emanato dal Dio Supremo, che scelse il male. Il problema è spiegare l'esistenza del male, condizione preliminare per l'esistenza del libero arbitrio. La separazione iniziale tra il Bene il Male sembra esser stata il frutto della scelta, introdotta da Ahura Mazda, tra la Giustizia e l'Inganno, abbracciati rispettivamente da Spenta Mainyu e da Angra Mainyu.
Zarathustra riprende la tradizione indo-iranica del viaggio dei morti e sottolinea l'importanza del giudizio post-mortem. Egli non dubita della vittoria del Bene sul Male e attende una trasfigurazione finale del mondo, che sarà opera di Saoshyant, il Salvatore del Mondo, che verrà nel Giorno del Giudizio, dopo la resurrezione dei morti. I corpi dei giusti si riuniranno alle anime per diventare immortali, i malvagi saranno distrutti e l'inferno purificato.
L'etica zoroastriana è basata sulla scelta tra il bene e il male: il comportamento deve essere guidato dal retto pensare, retto parlare e retto agire. L'amore per la pace, per la giustizia, per la verità e per la terra è considerato una virtù suprema. Spetta all'uomo e al suo senso di responsabilità seguire il principio del bene, nonostante la dura lotta interiore che inevitabilmente dovrà affrontare. Merito di Zarathustra è stato appunto l'aver introdotto il concetto di dualismo e di contrapposizione tra il bene e il male, la cui lotta e il tentativo di prevaricarsi l'uno con l'altro, determinerà le caratteristiche del creato.

La filosofia zoroastriana è simboleggiata dal motto «Buoni pensieri, buone parole, buone opere». E' una religione basata sull'uguaglianza sessuale tra uomini e donne. Punto fondamentale di questa religione è pertanto l'uguaglianza di tutti gli esseri senza distinzioni di razza o credo religioso e rispetto totale verso ogni cosa. La natura svolge un ruolo centrale, e le più importanti celebrazioni zoroastriane riguardano appunto la natura: il nuovo anno nel primo giorno di primavera, la festa dell'acqua in estate, la festa dell'autunno alla fine della stagione, la festa del fuoco in mezzo all'inverno. Sono malviste la pigrizia e la lentezza e proclamata la carità, come opera buona. L'uomo deve evitare e combattere l'eretico, deve rispettare gli animali, curarli e trattarli bene. Un buon principe combatte per la religione, difende il suo popolo, nutre il povero e protegge il debole. Cattivo è colui che è pessimo giudice, l'uomo che abbandona il campo e colui che opprime gli altri.
Simbolo caratteristico dello Zoroastrismo è il fuoco, «la più pura delle cose create», che tende verso l'alto ed esprime «la nostra ansia per una più alta Vita». Il fuoco è tenuto continuamente acceso e custodito in appositi templi. Anticamente la funzione principale del culto era lo "Yasna", il sacrificio dell'haoma, pozione a base di erba, bevuta come liquido sacrificale mentre venivano compiuti complessi rituali. Tale pratica venne combattuta da Zarathustra.

Nel Zoroastrismo, l'ingresso nella comunità religiosa avviene, tra i 7 e i 9 presso i Parsi e tra i 12 e i 15 anni presso gli iraniani, attraverso una cerimonia d'iniziazione; l'iniziato deve indossare una camicia (sedra) che simboleggia la buona vita e una cintura (kusti), avvolta tre volte intorno alla vita, per indicare Dio, la fede, il profeta.
Uno zoroastriano deve pregare cinque volte al giorno (dall'alba a mezzanotte) alla presenza del fuoco, emblema della virtù e carico della potenza creatrice. La preghiera è preceduta da abluzioni rituali. Centro del culto è sia il fuoco domestico, custodito in un particolare braciere, sia quello dei templi, che, secondo una pratica affermatasi a partire dal IV secolo a. C., è mantenuto sempre acceso.
Il matrimonio avviene di fronte al sacerdote secondo la formula «Desiderate impegnarvi in questo contratto con pura mente fino alla morte?». In India, i Parsi, hanno l'abitudine di sposarsi tra consanguinei, in genere cugini. In Iran, a causa della discriminazione tuttora esistente, il matrimonio tra devoti di religioni diverse non è ufficialmente incoraggiato dalle autorità.
Per quanto riguarda la morte, il corpo, considerato impuro perché privato dell'anima, viene posto nella Torre del Silenzio, esposto al sole e lasciato divorare dagli uccelli rapaci. I morti non possono essere né sepolti, né bruciati, né immersi per non sporcare gli elementi sacri: terra, acqua e fuoco. Le ossa scarnificate vengono racchiuse in ossari comuni e deposte in tombe in muratura o scavate nella roccia. La tradizione dell'esposizione dei cadaveri è attualmente seguita solamente dai Parsi, mentre gli Zoroastriani dell'Iran ricorrono alla cremazione elettrica o all'inumazione (in tal caso la bara è posta nel cemento per proteggere la purezza della terra).
L'anima al quarto giorno passa sul ponte di Cinvat, dove il buono è separato dal cattivo, e viene giudicata. A coloro che hanno seguito la via del Bene, Mazda darà il regno della salvezza, mentre per gli altri è previsto un inevitabile castigo.

Dal punto di vista storico, Erodoto scrive che nella religione persiana erano presenti alcuni elementi Zoroastrismo, quest'ultimo favorito anche dalle due grandi dinastie persiane, gli Acheminidi (di cui faceva parte il predetto Visthaspa) e i Sassanidi.
Secondo quanto si apprende, gli Acheminidi, devoti di Ahura Mazda, parteciparono a rituali religiosi in Babilonia e in Egitto e aiutarono gli Ebrei a far ritorno nella loro terra natia, aiutandoli nella costruzione dei loro templi.
Dopo il trionfo ottenuto sotto la protezione e la conversione del re Achmenide Vishtaspa e di Ciro il Grande (600-518 a.C.), lo zoroastrismo venne oscurato dall'arrivo di Alessandro Magno che fece della Persia una propaggine del regno macedone. Durante questo periodo andò perduto anche il testo sacro, l'Avesta. Dopo la morte di Alessandro Magno e la disgregazione dell'impero, in Persia salì al potere la dinastia dei Sassanidi (226-651 d.C.) che riportò lo zoroastrismo all'antico vigore.
Molte fonti cristiane del periodo parlano di persecuzioni da parte dei re sassanidi a danno dei cristiani di Persia. In realtà, non sembra esserci stata alcuna repressione del Cristianesimo, anche se, molti studiosi ritengono che i Sassanidi all'inizio si fossero opposti al Cristianesimo per i suoi vincoli con l'Impero Romano.
Una forma di zoroastrismo fu apparentemente religione di stato anche dell'Armenia precristiana. Dal VI secolo lo zoroastrismo si diffuse nella Cina settentrionale, attraverso la via della seta. Templi zoroastriani furono costruiti nelle regioni del Kaifeng e Zhenjiang, ma dal XIII secolo la religione gradatamente si avviò verso il dimenticatoio. Nel VII secolo i musulmani conquistarono le terre dei Sassanidi, attribuirono agli Zoroastriani lo status di Popolo del Libro e proibirono la lettura dell'Avesta antico e le lingue persiane. Lentamente lo Zoroastrismo perse la sua influenza sulle terre mediorientali. Nel VIII molti iraniani devoti allo zoroastrismo emigrarono in India, dove trovarono rifugio presso un re Indù, Jadav Rana, a condizione che si astenessero da attività predicatrici e si sposassero tra loro.
Questa migrazione diede luogo al Parsismo, il quale si diffuse soprattutto nella parte nord-occidentale dell'India. I Parsi si batterono moltissimo per l'indipendenza del paese e furono molto attivi per quanto riguarda l'industrializzazione.
Oggi le comunità zoroastriane sono presenti soprattutto in India, Pakistan e Iran. Esistono, attualmente, comunità zoroastriane a Teheran, a Yazd e a Kerman. Per quanto riguarda i Parsi, essi hanno goduto negli anni di una relativa tolleranza e sono diventati famosi per le attività svolte nel campo dell' educazione e per la loro guadagnata posizione economica.
Inoltre, è cresciuto l'interesse per lo zoroastrismo da parte delle popolazioni Curde, soprattutto quelle del Tajikistan e Kazakhstan. L'Unesco, su pressione del governo del Tajikistan ha proclamato il 2003 anno della celebrazione del 3000esimo anniversario della cultura zoroastriana con celebrazioni in tutto il mondo.
Piccole comunità esistono anche negli Stati Uniti, Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Australia e in altri paesi.

Note

Fondatore: Zarathustra detto Zoroastro
Periodo: 1000 - VII-VI sec. A.C
Luogo: Persia

Religioni Correlate

Mazdeismo, Giudaismo, Mitraismo, Manicheismo, Mandeismo, Cristianesimo

Diffusione

Iran, Armenia, Cina Settentrionale, India nord-occidentale, Pakistan, Tajikistan, Kazakhstan, Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Australia

Libri Consigliati

Lo Zoroastrismo, P. de Breuil.
Ricerche storiche sul Sistan Antico, G. Gnoli
La religione di Zarathustra nella storia religiosa dell'Iran, R. Pettazzoni


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