Home » Cineteatro » Generi Teatrali » Teatro dell'Assurdo Dimensioni: A A A

Teatro dell'Assurdo

di nerofluo - ultima revisione 27 ottobre 2007

Teatro dell'AssurdoIl Nuovo Teatro o Teatro dell'Assurdo è un particolare genere teatrale sviluppatosi tra gli anni '40 e 60' del secolo scorso in America e in Europa; in particolare, le prime rappresentazioni si sono avute nei teatrini della Rive Gauche Parigina grazie a tre drammaturghi immigrati in Francia, ovvero, l'armeno Arthur Adamov, l'irlandese Samuel Beckett, il rumeno Eugène Ionesco.
Oltre ad essi ricordiamo, Boris Vian, Jean Genet, Fernando Arrabal, Jean Tardieu, Harold Pinter e Dino Buzzati, quest'ultimo seppure in misura minore.

Il termine è stato coniato dal critico Martin Esslin, in riferimento a tre testi rappresentati all'inizio degli anni '50: La cantatrice calva (1950) di Ionesco, La grande e la piccola manovra (1950) di Adamov, Aspettando Godot (1952) di Beckett. Per Esslin è chiaro il riferimento al concetto filosofico di assurdità  dell'esistenza di Albert Camus, come affiora dai suoi celebri romanzi. L'assurdo è anche legato alla filosofia esistenzialistica e alle considerazioni di Jean-Paul Sartre, Martin Heidegger, Karl Jaspers, e Gabriel Marcel e all'arte surrealista e dadaista.

Nessuno degli autori precedentemente citati dichiara apertamente di far parte di un determinato gruppo. Principalmente, sono i critici ad applicare la definizione dell'assurdo ai drammaturghi che rientrano nelle caratteristiche del Nuovo Teatro.
Tutti questi autori hanno in comune il senso di inquietudine che si prova di fronte all'assurdità  della vita umana; a tal proposito, Ionesco recita «recise le sue radici religiose, metafisiche e trascendentali, l'uomo è perduto; tutte le sue azioni diventano insensate, ridicole, inutili».
Quando, verso l'inizio degli anni '50, la spinta politica dell'immediato dopoguerra si esaurisce e i valori vengono ribaltati a causa della modifica sociale e della liberazione delle colonie, alcuni drammaturghi abbandoneranno ogni logica per poter descrivere la nuova sensazione che si stava rapidamente diffondendo tra gli animi: il teatro cessa di seguire le regole convenzionali e diventa "assurdo".
Viene messa in scena l'alienazione dell'uomo contemporaneo, l'angoscia, la solitudine e l'impossibilità  di comunicazione. Le situazioni e i dialoghi si svolgono senza alcun significato: sono ripetitivi, drammatici, privi di connessioni logiche e immersi in un'atmosfera onirica. L'effetto che si ottiene è tragico e comico al tempo stesso. L'azione è ridotta al minimo, le vicende sono prive di senso; ogni regola teatrale e convenzione viene meno; ogni criterio di realtà  sconvolto. I personaggi sono immersi in situazioni senza alcun legame con il tempo e lo spazio; essi non sono in grado di procedere verso alcun dove: immobili, contemplano una vita priva di senso.

Ognuno degli autori è solito descrivere l'assurdo in un modo particolare; quello nichilista, per la quale vengono meno o derisi i significati del testo, quello strutturale, che prevede una disintegrazione delle relazioni interpersonali, e quello verbale, in cui il linguaggio non segue assolutamente i principi di logica.
I testi non intendono assolutamente né trasmettere informazioni, né dar voce a problemi, o narrare la vita dei personaggi, né esporre tesi o ideologie: è un teatro che cerca di tradurre in immagini la realtà  interiore.

Il Teatro dell'assurdo scaturisce dall'analisi della realtà  che mette in evidenza l'incomunicabilità , il soffocamento della personalità , la falsità  dei rapporti. E' un teatro estremo oltre il quale non è più previsto nulla, se non il silenzio; forse, per questo pur avendo un grande seguito di pubblico, non riuscirà  ad influenzare alcunché di ciò che verrà  dopo.

Drammaturghi

Arthur Adamov, Samuel Beckett, Eugène Ionesco, Boris Vian, Jean Genet, Fernando Arrabal, Jean Tardieu, Harold Pinter, Dino Buzzati

Opere Consigliate

La cantatrice calva, Ionesco (1950)
La grande e la piccola manovra, Adamov (1950)
Aspettando Godot, Beckett (1952)

HomePage Back PDF Stampa